Museo Civico: riapre il luogo della memoria avellinese



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Il Museo Civico di Villa Amendola riapre al pubblico. Si è svolta stamattina la conferenza stampa di presentazione del polo museale avellinese. Allestite le nuove Sale Caracciolo, Conferenze e Multimediale. Tanti i nuovi reperti esposti

Il Museo Civico di Villa Amendola riapre le porte al pubblico dopo il periodo di chiusura dovuto ai lavori di ampliamento degli ultimi mesi.

Si è tenuta stamattina, presso la Sala Conferenze di Villa Amendola, la presentazione del polo museale avellinese, alla presenza del sindaco Paolo Foti, dell’assessore alla cultura Teresa Mele e dello storico dell’arte, nonché curatore del museo, Alberto Iandoli.

Gli interventi di ammodernamento della struttura, effettuati dalla ditta Lanza di Grottaminarda, hanno riguardato l’allestimento delle Sale CaraccioloConferenze e Multimediale e l’installazione di un moderno e sofisticato sistema d’allarme e di videosorveglianza.  Il tutto rientra nel Progetto “Sistema Museale Irpino”, sostenuto dalla Regione Campania con un finanziamento di 78.000 euro.

Il sindaco Paolo Foti, che ha visitato nuovamente la struttura al termine dei lavori, ha così commentato la riapertura:

 «Una città senza memoria è una città senza futuro. E la riapertura del Museo Civico vuole rappresentare per la città di Avellino il luogo della memoria avellinese. Continueremo a lavorare affinché Villa Amendola possa diventare uno dei punti di interesse culturale e turistico per chi viene ad Avellino e vuole scoprire la città anche nella sua storia. È volontà dell’Amministrazione comunale ampliare ulteriormente l’esposizione museale con l’allestimento di una Sezione dedicata alla pittura ad Avellino tra il XIX e il XX secolo e di uno spazio per mostre temporanee».

museo civicoLa Sala Conferenze ospiterà incontri e convegni e, grazie al nuovo impianto di videoproiezione, offrirà alla cittadinanza, in particolar modo alle scolaresche e al mondo associazionistico, uno spazio polifunzionale sempre a disposizione.

La Sala Multimediale, dotata di apparecchiature informatiche di ultima generazione, sarà, invece, quotidianamente fruibile ai visitatori del Museo. A breve sarà disponibile anche una biblioteca che raccoglierà testi, studi, ricerche e monografie di storia locale.

Infine, tanti i nuovi reperti esposti nella Sala Caracciolo, dedicata ai due secoli di governo feudale della città di Avellino da parte dell’omonima famiglia.

Accanto al Carlo II d’Asburgo di Fanzago, si potranno ammirare il busto virile e quello muliebre in pietra calcarea bianca e lo stemma della città di Avellino, un tempo posti nelle nicchie superiori della Fontana di Bellerofonte e risalenti al 1669, ma anche la statua lignea a figura intera che riproduce S. Francesco di Paola, opera di Giacomo Colombo, e l’autoritratto di Cosimo Fanzago.

Villa Amendola punta, dunque, a diventare un’istituzione museale di rilevanza regionale. Un luogo della memoria avellinese che possa essere, al contempo, laboratorio di cultura, come si evince dalle parole di Alberto Iandoli:

«Villa Amendola è contenitore deputato alla tutela delle memorie cittadine, ma deve essere anche fucina, fabbrica da mettere a disposizione di chi in città ha qualcosa di buono da dire e da fare. È, insomma, luogo fisico in cui sono custodite testimonianze di storia avellinese, ma anche luogo in cui, mi auguro da cittadino avellinese, possano essere scritte significative pagine di storia nostra di cui andare fieri!».

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