Nei Musei campani aria di rinnovamento: ecco i nuovi direttori



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Pochi mesi fa leggevamo dai giornali critiche e apprezzamenti per le nuove nomine dirigenziali dei vari musei italiani e il cambiamento è avvenuto anche nei Musei Campani. Vediamo come

Il Palazzo Reale di Napoli dal 5 novembre prossimo avrà un nuovo direttore: è Antonella Cucciniello, storico dell’arte della soprintendenza Belle arti e paesaggio di Salerno e Avellino, che aveva assunto la direzione della Reggia di Caserta a febbraio 2014 fino alla nomina del nuovo direttore Mauro Felicori.

La Cucciniello si occuperà anche dei musei di Atripalda e di Montella, ed è uno dei sei nuovi direttori dei musei statali nominati pochi mesi fa: dovranno dotarsi di un proprio statuto e adottare una contabilità certa e trasparente. Palazzo Reale di Napoli ha fatto registrare, nel 2014, 153 mila visitatori, ed è certamente uno dei monumenti più importanti del Polo museale della Campania, guidato da Mariella Utili. Gli altri istituti con neo direttore sono Castel Sant’Elmo (135 mila visitatori) dove resta in carica la storica dell’arte Annamaria Romano, che ha lavorato nel Lazio e si è occupata della Real tenuta del Carditello, monumento accorpato a Sant’Elmo e che rientra così ora nelle sue competenze. Al Museo di San Martino (119 mila ingressi nel 2014) è confermata la storica dell’arte Rita Pastorelli, così come la storica dell’arte Luisa Ambrosio al Museo nazionale della ceramica “Duca di Martina” e la storica dell’arte Denis Pagano al Museo “Diego Aragona Pignatelli Cortes”. Alla Tomba di Virgilio arriva invece l’architetto Maria Frattolillo.

Nuovi direttori dei musei
Nuovi direttori dei musei campani

In Campania ci sono altri istituti interessati alle nomine, con 9 direttori: dalla Certosa di San Lorenzo a Padula (Emilia Alfinito) passando per la Certosa di San Giacomo a Capri (Patrizia Di Maggio), la Grotta Azzurra di Anacapri con il Palazzo di Tiberio e Villa Jovis a Capri (Amodio Marzochella), il Museo archeologico nel Castello di Baia (Pierfrancesco Talamo), il Museo archeologico dell’Agro Atellano a Succivo e il Museo archeologico di Calatia a Maddaloni (Elena Laforgia), il Museo archeologico di Eboli (Giovanna Scarano), il Museo archeologico di Teanum e quello dell’antica Allifae (Antonio Salerno), il Museo archeologico del Sannio Caudino a Montesarchio (Rossano Vetrano), fino al Museo storico archeologico di Nola (Giacomo Franzese).

 A nominarlo il Mibact nell’ambito di una più generale complessiva rideterminazione dei vertici delle strutture museali campane. Giacomo Franzese è architetto responsabile dei beni architettonici e paesaggistici per la provincia di Napoli. Sarà lui, dunque, a guidare l’Antiquarium di via Senatore Cocozza, all’interno del quale sono custoditi i reperti di tutta la storia nolana: dai pezzi risalenti all’età del Bronzo (ritrovati negli scavi di “villaggio” di via Polverieria, attualmente interrati) alle preziose ceramiche di epoca romane, comprese le famose “ollae nolanae”.

“Finalmente il nostro Paese – dichiara il ministro Dario Franceschini – si è dotato di un sistema museale statale moderno e dinamico. I musei non sono più uffici delle soprintendenze ma realtà a sé stanti, capaci di gestire programmazione e risorse. Un deciso salto in avanti verso la piena valorizzazione del patrimonio culturale nazionale”.

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