domenica - 19 Settembre 2021
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    “Nonostante Tutto”: il messaggio del vescovo Arturo Aiello

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    NONOSTANTE TUTTO è il titolo del messaggio di quest’anno per la Santa Pasqua del Vescovo di Avellino Arturo Aiello 

    Vescovo di Avellino Arturo Aiello: “La Pasqua cristiana è passaggio, un passaggio segreto che portò il popolo
    ebraico dalla schiavitù alla libertà e Gesù dalla morte alla vita
    inaugurando un tempo nuovo dove la morte non avrebbe più avuto
    l’ultima parola.aiello - avellino - san francesco di sales

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    Dall’alba di quella prima Pasqua (“Dio, che mattino!”
    avrebbero cantato nel milleottocento gli schiavi di colore nelle piantagioni
    dei bianchi) dove le donne impaurite videro stravolti i riti di morte che
    avevano preparato, noi veniamo raggiunti da un messaggio potente di
    VITA in qualsiasi condizione l’annuncio di Pasqua ci raggiunga. Oltre il
    vaccino che pure attendiamo, ma che non risolverà l’enigma della morte,
    noi attendiamo di essere liberati radicalmente da ogni male e malattia, da
    ogni lacrima che non sia di gioia, da ogni lamento che si trasformerà in
    danza. Da un anno il mondo intero è stretto in una morsa di paura che
    ancora semina morte e adii frettolosi, dolore e preoccupazione, problemi
    di salute fisica e mentale, voragini di povertà economica e di paura di
    incontrare l’altro-amato/a col timore di trasmettergli nascosto nell’affetto
    anche il contagio. Ci salveremo? Potremo anche noi invertire, come le
    donne al sepolcro, il dolore per la scomparsa del Maestro in una
    ubriacatura di profumo e di danza? La fede ci dice di sì, che è possibile
    anche per noi il passaggio segreto della Pasqua. Allora Buona Pasqua
    innanzitutto a voi che in più di centomila, solo in Italia, siete passati dal
    casco o dall’intubazione alle porte del Cielo: la nostra è ancora una
    Pasqua nella speranza, la vostra è nella certezza e, mentre vi imbustavano
    o vi cremavano, voi eravate già OLTRE, nel mattino che mai conoscerà
    tramonto: “Dio, che mattino!”. A voi il nostro grazie perché ci avete fatto
    da scudo umano, ma anche la nostra preghiera perché non cediamo
    proprio ora che la soluzione sanitaria è a portata di mano. Buona Pasqua
    a quanti hanno conosciuto l’esperienza del contagio e portano ancora
    strascichi di stanchezza come sopravvissuti a un campo di
    concentramento che hanno paura di guardare indietro per non sentire lo
    sguardo dei tanti che non ce l’hanno fatta. A voi che nella mappatura

    avete visto rovistare nei vostri affetti e siete stati guardati con il sospetto
    dell’untore. Buona Pasqua ai tanti poveri che hanno visto precipitare
    l’instabile equilibrio dell’economia domestica ed ora hanno bisogno del
    necessario e sono costretti ad arrossire per chiedere aiuto. Buona Pasqua
    a tutti gli operatori sanitari che hanno vissuto e vivono uno stress da
    lavoro e, qualche volta, hanno visto cedere il cuore e assottigliarsi lo
    spessore della resilienza. Buona Pasqua ai bambini, ai ragazzi, ai giovani,
    privati di un anno che nessuno potrà mai restituire loro, defraudati di
    abbracci, di giochi, di ore di lezione a scuola che, oltre i contenuti, li
    avrebbero preparati alla vita. Buona Pasqua a tutti i disperati che hanno
    pensato di sceglierla la morte dal momento che la tensione si faceva
    insopportabile, ai fidanzati che hanno visto dilazionato il loro matrimonio,
    ai giovani che aspettavano un concorso, un lavoro, ma sono stati
    spiaggiati dalla pandemia. Buona Pasqua agli anziani che si trascinano la
    spesa, il cane, la solitudine, la vita e, dietro la mascherina, fanno fatica a
    dominare l’asma. A questi uomini e donne e a tutti gli altri/e questa
    Pasqua 2021 si presenta difficile, a tratti amara, forse incomprensibile,
    eppure, Gesù, il Signore Risorto, prima di noi attraversò il budello del
    dolore e della morte ed offre anche a loro, a noi, a tutti, di cantare
    l’Alleluia della vittoria. Nel buio della tomba pensò anche a noi che
    avremmo vissuto la discesa agli inferi della pandemia nel 2020-21 e ci
    gridò: “Coraggio! Non temete!”. Quella voce ci giunge oggi potente,
    amplificata dai secoli, e ci invita a sperare. Nonostante tutto”, conclude il Vescovo di Avellino Arturo Aiello.

    + Arturo Aiello

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