Calcio Avellino S.S.D., Novellino si candida per la panchina dei Lupi

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Walter Novellino

L’allenatore di Montemarano ha parlato ancora una volta dell’estromissione della società biancoverde dai professionisti. Ecco le parole di Walter Novellino

Intervistato da Rai Radio 1, alla trasmissione «Il mattino ha il gol in bocca», l’ex tecnico dell’Avellino, Walter Novellino, si è soffermato nuovamente sull’esclusione del club biancoverde dalla cadetteria.

Queste le sue affermazioni: «È stata una vera tragedia sportiva. Io ero sulla panchina avellinese fino ad aprile, poi con l’arrivo di Foscarini la squadra si era salvata sul campo dimostrando di meritare la Serie B. Avevamo fatto tanti sacrifici in questi due anni e purtroppo vederli sparire così fa male; non posso crederci che non si sia iscritta per una formalità, per una fideiussione, non capisco cosa sia accaduto, credo che il presidente Taccone avesse pagato tutto il possibile, dispiace essere fuori per una leggerezza.

Dispiace, perché Avellino è una grande piazza, che meriterebbe anche la Serie A. Io sono irpino, nativo di Montemarano,  e sento nel cuore questo dispiacere. Ora c’è una società importante, il patron De Cesare farà di tutto per riportare la squadra dove merita e io ho già ho espresso la mia vicinanza per aiutare, magari, la squadra a risalire qualora io venga chiamato in causa».Walter Novellino

Solo pochi giorni prima, Monzón aveva rilasciato queste dichiarazioni al Corriere dello Sport: «L’Avellino non può stare in Serie D, è una bestemmia, qualcosa di assurdo. Non è possibile perdere così la Serie B, è come morire per una puntura di zanzara. I nuovi proprietari? So che gestiscono il basket con ottimi risultati, ma il calcio è un’altra cosa, che non può essere paragonata ad altri sport; serve gente esperta e motivata – ha precisato Novellino – Devo tutto ai tifosi dell’Avellino, dopo la salvezza dissi che volevo vincere, arrivare in Serie A.

Fin quando siamo rimasti un gruppo, eravamo primi in classifica, quando sono iniziate le interferenze le cose sono andate come non volevo. Se mi chiamassero verrei di corsa, sono in debito coi tifosi della mia amata Irpinia e avevo pensato di chiudere la carriera entrando nella storia dell’Avellino e invece mi hanno mandato via».