martedì - 29 Novembre 2022
More

    Omicidio Gioia: “Accolta la richiesta di perizia psichiatrica per Elena e Giovanni”

    Ultime Notizie

    Omicidio Gioia: Accolta la richiesta di perizia psichiatrica per i due imputati  Giovanni ed Elena, presentata questa mattina dai rispettivi difensori legali

    Omicidio Gioia – Questa mattina, 28 settembre 2022, presso il Tribunale di Avellino, è ripreso il processo che vede imputati Elena Gioia e Giovanni Limata per l’omicidio di Aldo Gioia, il 53enne di Avellino ucciso a coltellate il 23 aprile scorso. Elena Gioia è assistita dal legale Livia Rossi del foro di Roma; mentre Giovanni Limata è difeso dall’avvocato  Rolando Iorio.

    - Advertisement -

    Oggi 28 settembre è prevista un’altra escussione di due testi per il processo Gioia. Presente in aula solo uno dei due imputati Elena Gioia, che chiede di sedere di fianco al suo avvocato come la volta precedente le viene concesso dal giudice. Giovanni non è presente in aula.
    Il primo ad essere ascoltato è il medico Stefano Stisi, reumatologo. Il quale dichiara :
    Ho avuto brevemente in cura Elena Gioia, l’ho visitata su richiesta della madre il 17 marzo 2021, e accompagnata dalla stessa madre.
    Nella visita, la ragazza si lamentava di vari dolori , stanchezza , sonno irregolare, la carenza di serotonina in genere può manifestarsi con il disturbo del sonno e altri sintomi, come svegliarsi già stanchi , e da questa visita è emerso che la ragazza era affetta da “Fibromialgia” che può comportare un conflitto psichico, disturbo della personalità. Io sottoposi la ragazza a due test psicosometrici, ad uno di questi, ne derivò un punteggio alto 36, che rimarcava il fatto che era fortemente carica di stress. All’esito della visita le prescrissi due farmaci , uno che aveva effetto rilassante, e l’altro con funzione antidepressiva, che andava  ad integrare la serotonina ( ormone della felicità ) carente nell’organismo. Come ci spiega il medico – Stefano Stisi – Nel sistema nervoso centrale, la serotonina svolge numerose funzioni che vanno dalla regolazione del tono dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità, all’empatia, funzioni cognitive, creatività e appetito.
    La sedentarietà potrebbe aggravare i sintomi della malattia, infatti – dice – le consigliai anche di praticare sport per migliorare la condizione fisica.
    Avevo consigliato alla madre un percorso psicologico e psichiatrico, la cosa che però notai durante quella visita , è che Elena nonostante i miei modi, qualche battuta per farla rilassare non ha mai accennato rispondendo con un sorriso per tutta la durata della visita.
    Poi non l’ho più rivista, fino all’ultima visita in carcere ad Aprile.
    Il 30 Aprile 2022 dall’ultima mia visita su Elena, ho riscontrato ancora la presenza di Fibromialgia, ed ho trovato la paziente peggiorata.
    Il secondo teste chiamato per l’escussione è il consulente ingegnere ( informatico) Martini Angelo , ha avuto l’incarico di estrapolare i contenuti dei dispositivi di Gioia e Limata.
    Martini dice – Ho riscontrato centinaia migliaia di pagina
    su  tre dispositivi dei coinvolti Giovanni/Elena /Aldo , li ho  trasferiti su un supporto informatico e consegnati, sono all’incirca 20mila pagine oltre ai video, le foto e le immagini.

    La terza fase del processo , vede l’avvocato di Giovanni Limata – Rolando Iorio –  il quale presenta due referti del Rummo di Benevento uno del 25 Febbraio 2019
    ed uno del 18 Febbraio 2019 per accertare  che il ragazzo già in passato soffriva di gesti autolesionistici come il tentativo di suicidio, e stati ansiosi. Durante il dibattito il difensore di Giovanni Limata chiede alla Corte che la sua domanda di richiesta istruttoria per una perizia psichiatrica presentata sia accolta. Momenti delicati in aula, dove a seguire il dibattito c’è anche la mamma di Giovanni Limata e durante il processo non riesce a trattenere un pianto …
    La Corte, si prende il tempo di decidere la richiesta della difesa sulla perizia psichiatrica ritirandosi. Anche il difensore di Elena Gioia si avvale della stessa richiesta di perizia psichiatrica sulla base di quella della difesa di Limata.
    Dopo una decina di minuti, la Corte rientra in aula
    ……
    Il P.M. ritiene che sulla base di tutti gli atti, tutta la documentazione e le persone esaminate fin qui nonché tutti i messaggi documentati intercorsi tra gli imputati, ritiene dunque che non vi siano gli estremi per richiedere un perito psichiatrico sullo stato mentale per entrambi gli imputati.

    Il difensore di Giovanni Limata, ritiene invece che sia necessaria un’indagine clinica.

    La Corte ritiene che sia necessario un approfondimento della perizia su entrambi gli IMPUTATI.

    La prossima udienza è fissata per il 26 ottobre 2022 alle ore 10:00, il presidente della Corte di Assise comunicherà il nome del consulente ed affiderà l’incarico.

    La SERA delL’ OMICIDIO

    Aldo Gioia, assassinato la sera di venerdì 23 aprile, da Giovanni Limata, 23 enne di Cervinara, il quale era entrato in casa della vittima grazie alla complicità della figlia 18enne, Elena Gioia.

    Colpito mentre dormiva, le urla di Gioia avevano attirato l’attenzione della moglie e dell’altra figlia, che nel frattempo erano in altre stanze della casa  e ne hanno portato l’aggressore alla fuga.

    Subito dopo era rincasata Elena, che aveva chiamato i soccorsi. Alle Forze dell’Ordine aveva dichiarato in un primo momento di un’irruzione da parte di ladri. Poi dopo le prime ricostruzioni, si era arrivati alla triste verità, a colpire a morte Aldo era stato Giovanni Limata, il fidanzatino della ragazza.

    Il giovane, rintracciato dagli agenti della Squadra mobile a Cervinara, dove abitano il padre e il fratello, ha poi confessato l’omicidio. Anche la 18enne Elena Gioia, quella sera stessa, ha confessato agli inquirenti di aver pianificato con il fidanzato la morte del padre, ma di aver pianificato anche quella  della sorella maggiore e della madre che fortunatamente non si era concretizzata. E’ stata proprio Elena, infatti, a farlo entrare in casa uscendo col pretesto di andare a gettare la spazzatura e lasciando la porta aperta.

    lE fasi del processo

    Dall’ultima udienza tenutasi il 22 giugno  venivano ascoltati i consulenti, Stefano Ferracuti e Gianmarco Tessari, che si sono occupati di redigere una relazione psichiatrica su Elena Gioia: “All’inizio non è stato facile, perché occorreva approfondire la relazione tra Elena e Giovanni. I ragazzi si scambiavano oltre 800 messaggi al giorno. Per la lettura di questo materiale è stato impiegato tanto tempo. Abbiamo chiesto anche una risonanza magnetica cerebrale che, poi, non è stata effettuata. Volevamo capire se erano presenti una serie di sintomi che potessero dimostrare la presenza di uno stato mentale a rischio. Dopo una serie di test, abbiamo appurato che, questa condizione, era effettivamente presente in Elena Gioia”. 

    I consulenti continuano: È emerso inoltre, che il pensiero critico di Elena ha caratteristiche certamente inferiori a quelle di una giovane della sua età. Per dare risposte le occorre tempo, troppo tempo. Una caratteristica certamente non congrua. È un soggetto fortemente influenzabile. Presenta un disturbo di tipo borderline.

    Dalla difesa di Elena Gioia , è emerso che tra i due , da quando sono stati presi in esame i messaggi e le telefonate , intercorrevano solo di messaggi , circa 870 al giorno , con telefonate e videochiamate la sera di un paio d’ore prima di addormentarsi .

    Continua su Avellino Zon

    Latest Posts

    spot_img
    spot_img
    spot_img
    spot_img
    spot_img
    spot_img
    spot_img
    spot_img