domenica - 5 Dicembre 2021
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    Omicidio Gioia, prima udienza per i due imputati Elena e Giovanni

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    Omicidio Gioia, questa mattina si è tenuta la prima udienza del processo nell’aula del Tribunale di Avellino per l’omicidio di Aldo Gioia 

    Omicidio Gioia, si è conclusa questa mattina la prima udienza del processo per l’efferato delitto di Aldo Gioia, l’uomo  53enne ucciso a colpi di coltello nella sua stessa abitazione lo scorso 23 aprile  mentre stava dormendo.

    La sera dell’omicidio

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    Aldo Gioia, assassinato la sera di venerdì 23 aprile, da Giovanni Limata, 23 enne di Cervinara, il quale era entrato in casa della vittima grazie alla complicità della figlia 18enne, Elena Gioia.

    Colpito mentre dormiva, le urla di Gioia avevano attirato l’attenzione della moglie e dell’altra figlia, che nel frattempo erano in altre stanze della casa  e nel hanno portato l’aggressore alla fuga.

    Subito dopo era rincasata Elena, che aveva chiamato i soccorsi. Alle Forze dell’Ordine aveva dichiarato in un primo momento di un’irruzione da parte di ladri.

    Poi dopo le prime ricostruzioni, si era arrivati alla triste verità, a colpire a morte Aldo era stato Giovanni Limata, il fidanzatino della ragazza.

    Il giovane, rintracciato dagli agenti della Squadra mobile a Cervinara, dove abitano il padre e il fratello, ha poi confessato l’omicidio.

    Anche la 18enne Elena Gioia, quella sera stessa, ha confessato agli inquirenti di aver pianificato con il fidanzato la morte del padre, ma di aver pianificato anche quella  della sorella maggiore e della madre che fortunatamente non si era concretizzata.

    E’ stata proprio Elena, infatti, a farlo entrare in casa uscendo col pretesto di andare a gettare la spazzatura e lasciando la porta aperta.

    A rispondere, davanti al giudice, dell’accusa di omicidio Elena Gioia, figlia della vittima, e Giovanni Limata, findanzato di quest’ultima. Un giudizio immediato, come richiesto dal Pm Vincenzo Russo e deciso dal gip Paolo Cassano.

    Nell’aula del Tribunale di Avellino, i due imputati erano affiancati dai rispettivi avvocati difensori. Elena Gioia è assistita dal legale Livia Rossi del foro di Roma; mentre Giovanni Limata è difeso dagli avvocati Kalpana Marro e Fabio Russo.

    L’udienza è iniziata con la richiesta dei fratelli di Aldo, Giancarlo e Gaetano, rappresentati dal  Brigida Cesta, di costituirsi parte civile nei confronti di entrambi gli imputati.

    Livia Rossi, legale di Elena, ha annunciato di voler chiedere la testimonianza della madre e della sorella, oltre che di alcune amiche dell’imputata e di due professori. Si andrà al dibattimento il 24 novembre.

    “Entrambi gli imputati rispondono del medesimo reato in concorso. Sarà l’istruttoria dibattimentale a chiarire responsabilità ed eventuali incapacità. Da parte nostra non ci sarà alcuna opposizione, eventualmente a fare anche un passo indietro rispetto alla costituzione, oggi depositata anche nei confronti di Elena. Questa costituzione nei confronti di entrambi è un atto dovuto alla memoria di Aldo Gioia”.

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