Ospedaletto d’Alpinolo, l’arte di strada una risorsa importante per i comuni

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Si è conclusa oggi la prima giornata del convegno “Arti negli spazi urbani e sviluppo dei territori” ad Ospedaletto d’Alpinolo, un’importante iniziativa per valorizzare e tutelare gli artisti di strada

OSPEDALETTO –  Si chiude domani al Centro Sociale di Ospedaletto d’Alpinolo, la seconda giornata del convegno “Arti negli spazi urbani e sviluppo dei territori” promosso dalla FNAS Federazione Nazionale Artisti di Strada, dall’ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani, dal Comune di Ospedaletto d’Alpinolo, dal programma di studi di settore stRADARts, con la collaborazione dell’Associazione Castellarte, della Pro Loco, dell’ANPAS e della Misericordia.

Finalizzato a creare un dialogo tra Enti Locali, organizzatori di festival e artisti del circo contemporaneo, il Convegno ha già nella prima giornata messo sul tavolo le questioni fondamentali: il riconoscimento del valore culturale e sociale dell’arte di strada; la creazione di un metodo per legiferare sull’arte di strada in modo da facilitare la vita sia alle istituzioni locali che agli artisti e una disciplina unica sull’uso degli spazi urbani.

“Stiamo creando una nuova piattaforma informatica – ha spiegato il Direttore FNAS Federico Toso – per aiutare gli artisti diffondendo tutte le informazioni sugli spettacoli in tutti i comuni di ogni territorio, ma anche per aiutare i comuni a organizzare al meglio l’uso dei loro spazi e creare un archivio storico degli artisti che vi si sono esibiti”. ospedaletto d'alpinolo

Affermare con decisione lo status artistico dell’artista di strada come professionista dello spettacolo a tutti gli effetti, sgombrando il campo da arcaiche visioni di saltimbanchi medievali e definendone la capacità di creare sviluppo turistico ed economico grazie alle loro performance, è una necessità per attribuire a questi lavoratori dello spettacolo una serie di diritti comuni a tutti gli altri lavoratori.

“Vogliamo creare una comunità nazionale che si connoti con l’utilizzo artistico degli spazi pubblici che coinvolga i comuni, gli artisti, la cittadinanza attiva – afferma il Presidente FNAS Giuseppe Boron – l’arte di strada, infatti, è importante per i comuni in quando crea una fruizione diversa degli spazi urbani, crea felicità, socialità e cultura, per gli artisti è un momento di verifica del proprio percorso artistico e per gli operatori economici è una fonte di attrazione. L’arte di strada, inoltre, è molto adatta ai centri storici italiani, alle loro dimensioni e al fatto che è una forma di arte che va verso il pubblico mentre nelle forme tradizionali di spettacolo è il pubblico che va verso l’arte. Dal punto di vista normativo proponiamo una regolamentazione molto libera per consentire agli artisti di fruire degli spazi pubblici, per contro abbiamo messo sull’altro piatto della bilancia un Codice Etico dell’arte di strada. Vogliamo rendere concreto per gli artisti il principio costituzionale della libertà di espressione conciliandolo con le esigenze dei comuni”.

A proposito di buone pratiche amministrative molto significativi i contributi della Sindaca di Viarigi Francesca Ferraris e dell’Assessore al Commercio del Comune di Trieste Lorenzo Giorgi. La prima infatti ha raccontato la storia del festival “Saltinpiazza” che ormai si svolge in varie tappe per tutto l’anno e il positivo riscontro turistico che ne deriva; il secondo ha raccontato del rifiuto di circhi con animali a Trieste ma anche dei suoi sforzi per creare un sistema in grado di tutelare gli artisti di strada ma anche di promuovere queste attività che sono positive per il commercio.

“Da anni ci occupiamo di questo settore che ha peculiarità che lo rendono diverso dai quattro settori tradizionali dell’arte dal vivo – ha commentato Vincenzo Santoro, Responsabile Dipartimento Cultura e turismo dell’ANCI – il FUS infatti è ancora impostato in modo tale da sostenere economicamente solo lirica, teatro, danza, musica, ma non l’arte di strada. Questa tipologia interessa i comuni in quando terminali sul territorio, l’arte di strada è intrecciata con il tema urbano e della promozione dell’idea urbana in senso progressivo, i comuni poi devono gestire questo tipo di spettacoli e, infine, ci sono in Italia esempi di festival di arte di strada che hanno valorizzato e promosso moltissimo i territori. Di recente la legge ha iniziato a considerare l’arte di strada per i finanziamenti del FUS, gli strumenti di sostegno devono sapere cosa devono finanziare (associazione, cooperativa, artista singolo) ciò ha portato al finanziamento di diversi festival. Di recente c’è stata una riforma dello spettacolo dal vivo, una legge-delega che interviene su un tema di competenza concorrente Stato-regioni, nella legge di principi ci sono delineate una serie di cose, ad esempio la legge inizi a considerare l’arte di strada, dell’ibridazione che c’è tra i vari settori (soggetti, luoghi) che deve tendere a un superamento delle classificazioni tradizionali, bisogna capire poi come va strutturato il sostegno statale, i festival sono importanti ma il sostegno non può andare solo ai festival, l’altro discorso è come declinare a livello comunale il tema della libertà dell’artista, ovvero come disciplinare l’uso degli spazi da parte degli artisti”.

Interessante la relazione del Comandante della Polizia Municipale di Atripalda Domenico Giannetta che ha posto in luce la necessità di soddisfare il principio di libertà di espressione, ma anche quello di sicurezza e la salute pubblica quando si parla di pubblici spettacoli.

La giornata finale ad Ospedaletto si apre con una disamina su “Atto performativo artistico e identità di comunità” per uno sguardo dal punto di vista antropologico e da quello delle prospettive di economia sostenibile attraverso il dialogo con due protagonisti del mondo universitario, Paolo Apolito e Roberto Mancini; ci sarà una sintesi finale di tutti gli interventi e la redazione di un documento locale.