domenica - 12 Luglio 2020

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    Irpini nel clima di terrore di Parigi, le loro testimonianze

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    La serata di ieri di Parigi ha lasciato il segno, ha mietuto vittime e feriti. Tra le centinaia di persone in preda al panico anche alcuni irpini. Le loro testimonianze

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    Non ci sono parole per poter descrivere la serata da incubo che Parigi ha vissuto nella giornata di ieri. Non ci sono parole per esprimere un adeguato cordoglio alle famiglie che in queste ore piangono i 127 morti e temono per i 192 feriti. Il clima del terrore instaurato nella serata di ieri, non ha precedenti, è una pagina nera scritta nell’immenso libro della storia. Nera come le bandiere che sventolano i militanti siriani che ieri hanno fatto tremare la Parigi multiculturale. In quella Parigi, per quelle strade, ieri trascorrevano il loro venerdì sera anche due fratelli irpini e sicuramente non saranno i soli, della nostra terra, a soggiornare lì. Giampaolo e Pasquale Camarca, originari di Bisaccia, erano lì, tra i colpi di kalashnikov , in quelle strade. Fortunatamente i due irpini sono salvi. Giampaolo Camarca sulla propria pagina Facebook, ha confortato amici e parenti così:

    Grazie a tutti per il Pensiero…io sono a casa ..con un po’ di fatica e paura sono riuscito a rientrare…‪#‎jesuisparis‬#

    Abbiamo avuto modo di contattare Pasquale Camarca che ci ha così raccontato le proprie impressioni:

    Per me nessun disagio, la città è sotto assedio. C’è tanta paura, io e mio fratello fortunatamente stiamo bene

    Intanto, dopo che i terroristi hanno dichiarato di avere Roma e Londra tra gli obiettivi, tutte le principali città italiane temono che episodi come quello di Parigi possano ancora verificarsi.

    Parigi
    Base Nato di Napoli

    Anche la Campania si sta attrezzando, proteggendo soprattutto obiettivi sensibili che potrebbero risultare significativi per gli attentatori. In particolar modo si pensa al consolato francese e alla base Nato, oltre a punti significativi sui territori di Napoli, Caserta e Salerno.

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    Tra le testimonianze raccolte anche quella di una giovane coppia irpina. I due ragazzi, di Mercogliano, lasciano alla nostra redazione la testimonianza delle terribili ore vissute dalla capitale francese.

    Al momento dell’attacco, la coppia fortunatamente si trovava lontana dalla zona interessata, nel quartiere turistico di Montparnasse. Durante la serata trascorsa, nulla aveva lasciato intendere di ciò che in realtà stava accadendo. Sono state le telefonate dall’Italia, di parenti spaventati, ad avvisarli della situazione. Una volta rientrati in albergo, attraverso le TV locali, hanno potuto realizzare ciò a cui sono miracolosamente scampati. Questa mattina, nonostante la grande paura vissuta, hanno deciso di scendere in strada per vedere con i propri occhi il clima che realmente sta avvolgendo la città.

    Qui la sorpresa: apparentemente Parigi si sta già rialzando. Infatti i negozi hanno normalmente aperto, la metropolitana continua a funzionare, la gente è in strada. Naturalmente questo in quartiere turistico mentre, come trasmettono i media, la situazione nelle aree colpite è assolutamente diversa.

    “In albergo abbiamo incontrato altri italiani e con loro c’era un ragazzo che abita proprio a Parigi. Ci ha detto di stare tranquilli, di non farci prendere dal panico, ma di evitare le zone che frequentano i parigini, come piazza della Repubblica”.

    Dunque, ciò che emerge dalla loro testimonianza, è in primis la visione dei cittadini: i parigini hanno la consapevolezza che l’attacco era diretto a loro, e non ai turisti. Ciò è percepibile soprattutto dall’area colpita: non una zona centrale, non frequentata da molti visitatori ma dai cittadini. Avrebbero potuto scegliere luoghi più affollati, simbolo della città e dove sicuramente la situazione sarebbe stata ancora più catastrofica.

    Ma oltre alle vittime, i danni materiali, ciò che gli attentati hanno lasciato e che non è circoscrivibile in un’area, è la paura. Un sentimento dilagante, che porta a sentirsi costantemente in pericolo e che soprattutto limita la libertà di ognuno. Infatti, nonostante la situazione a loro vicina sia vivibile, i due ragazzi adesso restano dibattuti sul da farsi, se rientrare in Italia o aspettare che la situazione si calmi. 

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    Anche Giampaolo Camarca, uno dei due fratelli di Bisaccia, ha lasciato le proprie dichiarazioni a noi di Avellino.zon:

    “L’episodio della sparatoria al Bataclan è successo a 500 metri dal ristorante dove lavoro, noi non ci siamo accorti di nulla tranne quando abbiamo iniziato ad udire sirene di polizie pompieri e ambulanze che sembravano impazzite. Una volta appresa la situazione abbiamo preferito, con il titolare, di chiudere anticipatamente il locale e di chiuderci dentro. Siamo usciti dopo la mezzanotte.
     La città era impaurita in mezzo alle strade c’era una marea di gente che chiedeva il taxi perché c’era paura di entrare in metropolitana. Oggi la città è semi deserta in strada c’è solo polizia e paura, tanta paura. Io, mio fratello e la mia ragazza stiamo bene, solo tanto spavento”

    Articolo a cura di Mario Vitucci e Selene Fioretti

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