«Peccato che non avremo mai figli», il libro d’esordio di Giuseppina La Delfa



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In «Peccato che non avremo mai figli» Giuseppina La Delfa, socia fondatrice di Famiglie Arcobaleno, ripercorre oltre trent’anni d’amore, di diritti civili e di lotte per la libertà

Mercoledì 16 maggio alle 18.30, nella suggestiva cornice della Casina del Principe di Avellino, in anteprima nazionale verrà presentato «Peccato che non avremo mai figli» (178 pagine, Aut Aut Edizioni). Si tratta dell’opera prima di Giuseppina La Delfa, che apparirà ufficialmente nelle librerie, fisiche e on-line, a partire dal 17 maggio. L’evento, organizzato col supporto della Pro Loco di Avellino, sarà un momento importantissimo, perché capace di sfatare tabù e portare alla ribalta un’altra faccia della società, quella più vera.

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Due date non casuali, quelle scelte da La Delfa. Proprio il 16 maggio 2018, infatti, l’autrice festeggerà ben trentasei anni di vita vissuta insieme alla compagna, Raphaelle; anni di battaglie  e conquiste, di difficoltà e soddisfazioni. Inoltre, il valore simbolico si carica in unione al 17 maggio, data in cui ricorre la Giornata mondiale contro l’omo-bi-transfobia e che quest’anno vedrà per la prima volta la partecipazione dell’Irpinia attraverso una marcia promossa dall’associazione LGBT Apple Pie, di cui è socia la stessa La Delfa.

Il libro

«Nel 1992, dopo dieci anni insieme, eravamo ancora le uniche lesbiche sulla faccia della terra, almeno per noi.»

Quella che ci racconta Giuseppina La Delfa attraverso le pagine di «Peccato che non avremo mai figli» è, innanzitutto, una storia vera.

Nel suo esordio letterario, infatti, la socia fondatrice di Famiglie Arcobaleno (che ha ricoperto il ruolo di presidente dal 2005 al 2015) ha voluto ripercorrere le tappe di un percorso cominciato agli inizi degli Anni 80 e giunto fino ad oggi. Un percorso fatto di lotte e conquiste, sia individuali che collettive.

Tema centrale l’amore. Quello per la sua Raphaelle, conosciuta durante l’ultimo anno di scuola, poi per i loro due figli. Ma l’amore che emerge dal libro di La Delfa è anche quello per la libertà, per il rispetto in opposizione alle discriminazioni. Una trama che si dipana attraversando momenti storici e culturali diversi, oltre trent’anni; così come i luoghi: la Francia e l’Italia. Le pagine di La Delfa ci guidano, con grande realismo e sensibilità, attraverso i cambiamenti storici e soprattutto culturali riguardanti il mondo LGBT o, per meglio dire, il mondo dei diritti civili.

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L’intervista 

Un titolo lecitamente provocatorio

«Questo mio primo libro racconta parte della nostra storia, di coppia, di famiglia e poi di attivismo. Tutto ebbe inizio proprio il 16 maggio nel 1982, quando io e mia moglie ci siamo fidanzate e abbiamo deciso di vivere il nostro amore e di lanciarci in questa che potremmo definire un’avventura. In realtà questo volume raccoglie una parte della storia, che andrò a trattare nella sua interezza in altri due libri, che formeranno appunto una trilogia. Il titolo è molto importante, parte da una costatazione: l’impossibilità per coppie omosessuali di avere dei bambini. Quel 16 maggio del 1982 ne ero sicura, non avrei mai pensato che sarebbe potuto succedere quello che invece oggi rappresenta la mia realtà.»

La spinta per scrivere

«Penso che in qualche modo questa storia andava raccontata, per molteplici motivi. In primo luogo perché quella di cui parlo è anche la storia di Famiglie Arcobaleno. L’associazione, che ormai ha raggiunto un migliaio di iscritti, è nata nel 2005, quando mia figlia Lisa e alcuni altri bambini erano appena nati. Per  ben undici anni io, mia moglie e i miei figli, ci abbiamo messo la faccia, ogni singolo giorno, abbiamo raccontato la nostra esperienza e difeso le nostre famiglie. Abbiamo fatto un lavoro incredibile, ma lo abbiamo fatto con entusiasmo, con gioia e soprattutto perché era necessario che fosse fatto. Era, innanzitutto, un modo per proteggere i nostri figli. Inoltre, scrivere questo libro per me è stata anche l’occasione per parlare ai miei figli e ai figli di Famiglie Arcobaleno della loro storia, del percorso affrontato dai loro genitori.

Infine, credo sia necessario che queste esperienze di vita personale e di attivismo non vengano dimenticate. In particolare dai più giovani, da chi non ha vissuto quel periodo di battaglie. Vorrei che proprio a loro passasse un messaggio positivo, di forza e di speranza.»

Un messaggio a chi comincia adesso il proprio percorso sulla via dei diritti

«Vorrei che i giovani sapessero che il futuro che li aspetta è luminoso, perché se la nostra generazione, senza nessun tipo di appoggio, è riuscita a ottenere delle conquiste, allora anche loro, più velocemente di noi, ce la faranno. Troveranno la giusta strada per essere felici, facendo le scelte che più gli stanno a cuore. Noi grandi staremo vicino a loro

Biografia

Giuseppina La Delfa nasce nel Nord della Francia nel 1963. Laureata in Lingua e Letteratura italiana con specializzazioni in Letterature comparate e Didattica delle lingue straniere, nel 1990 si trasferisce in Italia con la compagna e da allora insegna Lingua francese all’Università di Salerno. Nel 2000 si “pacsa” con la compagna al consolato di Francia a Napoli. Nel 2005 crea l’associazione Famiglie Arcobaleno, di cui è presidente nazionale dal giugno 2005 all’ottobre 2015. Nel 2016 entra a fare parte del direttivo di Nelfa, il network delle Associazioni di genitori LGBTQI* europee, di cui è la vicepresidente.

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