Perugia-Avellino: chi riuscirà a sopravvivere?

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Avellino, Perugia

Perugia ed Avellino si affrontano nel posticipo: i numeri della gara e l’amarcord che non promettono bene per i Lupi

Posticipo del lunedì valido per la dodicesima giornata di campionato. Al “Renato Curi” scendono in campo Perugia ed Avellino, quelle che potremmo definire come due squadre inespresse, due tigri che però si mostrano come dei gattini. Per entrambe la stagione era cominciata con ben altre aspettative, specie per il Perugia che da qualche anno a questa parte sta dicendo sempre la sua in ottica promozione. Complice (più di) qualche battuta d’arresto ed una classifica cortissima, forse ai minimi storici, la situazione per Perugia ed Avellino è tutt’altro che rosea. Un pareggio non serve a nessuno: si prospetta una gara dentro/fuori, dove solo una delle due riuscirà a sopravvivere e a tirarsi fuori dalle sabbie torbidi della crisi.

MOMENTO NO – Come detto, per ambo le squadre si tratta di un momento no: nelle ultime cinque sia il Perugia che l’Avellino hanno registrato ben quattro sconfitte, giunte però in maniera alquanto sbalorditiva: l’Avellino, in tre occasioni, si è sempre portata in vantaggio, subendo poi una remuntada; il Perugia invece ha subito due sconfitte molto pesanti in casa, contro squadre che lottano per la salvezza (1-5 con la Pro Vercelli e 0-3 con il Cesena). Se Novellino resiste ancora, Giunti non ce l’ha fatta ed è stato sostituito da Roberto Breda, che ha portato la squadra ad un eccellente pari in casa della Cremonese, che in questo campionato, è una di quelle squadre che sta facendo la parte del leone.

NUMERI NOL’Avellino deve rialzarsi, ma probabilmente il Perugia è la squadra peggiore con cui cominciare questo difficile percorso, sia per la situazione della società umbra, sia per l’amarcord che coinvolge le due squadre. Riferendoci alle gare in assoluto, quindi sia in casa che in trasferta, l’Avellino non si impone sul Perugia dal 2006, cioè da ben nove gare. Impietoso lo score della scorsa stagione: 3-0 in terra umbra, 0-5 in Irpinia, roba da dimenticare.

DI CARMINE SI/NO – A seconda delle fazioni, Samuel Di Carmine porta bene e male alle

Avellino, Perugia, Di Carmine
Samuel Di Carmine, punto cardine del reparto offensivo perugino e bestia nera dell’Avellino, trafitto cinque volte nelle due sfide della scorsa stagione

due formazioni. Se fosse un referendum, i perugini voterebbero sì e gli avellinesi no, perché quando Di Carmine vede l’Avellino si scatena: cinque presenze condite da ben sei gol e tre assist. È lui quindi il pericolo numero uno per la difesa irpina, da molte partite a questa parte un po’ troppo ballerina.

LA PENNA NOArbitro della gara, il 34enne Federico La Penna. Il no che intitola il paragrafo non si riferisce al suo modo di arbitrare, ma ai suoi storici con le due squadre, non dei migliori. L’Avellino ha incrociato l’arbitro romano in undici occasioni, non riuscendo mai a segnare più di una rete a gara; quest’ultimo dato è in comune anche con il Perugia, che in quattro occasioni è stato arbitrato dal romano, non trovando mai la strada per la vittoria.

Charles Darwin diceva che “non è la specie più forte a sopravvivere, […] ma quella più pronta al cambiamento”. Parafrasando, il Perugia ha cambiato allenatore, l’Avellino da indiscrezioni potrebbe cambiare modulo di gioco, ma la sensazione è che a sopravvivere sarà la squadra che si mostrerà più pronta per cambiare la situazione nella quale si ritrova e che di certo, sia nell’uno che nell’altro caso, non merita.