Presentato il Piano contro le Clientele di Avellino Prende Parte



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È stato presentato questa mattina il Piano contro le Clientele di Avellino Prende Parte, in vista delle elezioni amministrative del 26 maggio prossimo

Avellino – Oggi presso la sede di Avellino Prende Parte, il #PuntoAPP in via Fontanatetta 28, è stato presentato il piano contro le clientele elaborato dal nuovo soggetto politico schierato in queste amministrative a sostegno del candidato sindaco Luca Cipriano. Questa la nota:  

“Le clientele sono – per unanime consenso – il male della nostra città. Vengono evocate, percepite, subite o usate da tutti. Puntualmente in ogni campagna elettorale o in ogni discussione sul futuro della città ecco che emerge il tema delle clientele come il Grande Blocco che ha fermato Avellino, che l’ha condannata al degrado.

Nessuno però che ci abbia mai detto come eliminarle! Sembra quasi che sia solo un problema giudiziario – come in molti casi in effetti è – e non sociale e quindi politico, su cui si potrebbe intervenire per debellarlo alla radice. Noi ci siamo interrogati su questo punto e possiamo dire che: #abbiamounpiano.avellino

Prima di tutto: cosa sono le clientele? Dietro questa parola si nascondono fenomeni diversi che hanno come matrice comune quella dello “scambio di favori”, l’utilizzo di una particolare via privilegiata in ambito pubblico, sanitario o lavorativo in cambio di una fedeltà politica nel voto o nel consenso.  Si costruiscono clientele all’interno di ambiti professionali privati tramite i propri clienti, si costruiscono clientele nel mondo sanitario tramite agevolazioni o vie veloci alle cure ( forse le più fastidiose trattandosi della salute delle persone), si costruiscono clientele nell’ambito pubblico sulle procedure amministrative, le multe o le tasse municipali.

Le clientele hanno a che fare con il potere che qualcuno ha più di altri – per questo motive molto spesso l’orgine è nel mondo politico – e in virtù del quale anzichè perseguire il benessere collettivo e pubblico si creano filiere di fedeli a cui concedere un piccolo privilegio. Una volta era il lavoro, nell’epoca della precarietà e dell’indebolimento dei diritti sociali va bene anche una fila saltata, un certificate, un servizio civile.

Le clientele sono il sintomo e l’effetto di una democrazia che non funziona, di un sistema pubblico che non riesce a perseguire gli interessi generali ma solo quelli particolari, della riduzioni di diritti ( come quello alla salute, alla pubblica amministrazione efficiente, al lavoro) in privilegi.  Per questo motivo crediamo che l’unico modo di aggredire le clientele, di togliere il potere ai capobastoni dei quartieri, di far crollare la terra sotto i piedi agli amici degli amici sia quello di redistribuire il potere, resitutuire a tutti la possibilità di partecipare alla vita pubblica e di avere gli stessi diritti e gli stessi doveri in ogni ambito.  

Il nostro piano si fonda su 4 misure chiave che vanno in questa direzione:

  1.    Decentramento amministrativo tramite l’istituzione dinuovi presidi di prossimità in ogni quartiere in cui poter fare richiesta per i servizi di welfare, poter interrogare l’amministrazione in relazione a problemi di natura burocratica o sociale, potersi riunire in comitati di “comunità” in cui affrontare e presentare all’amministrazione i problemi individuali e collettivi del quartiere senza passare dai capibastone locali.
  2. Digitalizzazione della pubblica amministrazione, efficientamento dell’ufficio tributi e dell’ufficio anagrafe. Definizione di regolamenti e procedure uniche e chiare nell’ambito delle relazioni tra  Amministrazione e Cittadini che permettano di avere risposte in tempi certi e con responsabilità certificate.  Avere una carta di identità o un certificato non sono un favore da chiedere ma un diritto acquisito. 
  3. Gestione trasparente del patrimonio pubblico tramite un elenco aggiornato di tutti i beni e terreni comunali e le convenzioni in atto.  Scioglimento di tutte le convenzioni e ridefinizione degli affidamenti tramite un nuovo regolamento univoco di affidamento – che obblighi al bilancio sociale dell’uso delle strutture – tramite patti di collaborazione o gestione partecipata.  Definizione di una procedura chiara per la richiesta di strutture per eventi e del patrocinio comunale.
  4. Creazione di un Urban Center e potenziamento degli strumenti di partecipazione della cittadinanza alla vita cittadina sia di carattere propositivo che abrogativo. Sperimentazione per ogni quartiere di una quota di bilancio partecipato in cui favorire la definizione collettiva degli interventi prioritari per il decoro urbano.”

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