ESCLUSIVA/ Pietradefusi: simboli nascosti nell’antica Chiesa di Santa Maria dell’Arco



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Una chiesa basso-medioevale a Pietradefusi nasconde simboli esoterici incisi nel portale. Rose, motivi floreali, numeri: alla scoperta di segni e di significati la cui conoscenza è andata smarrita nello scorrere dei secoli

Il simbolo è una forma di linguaggio che vuole trasmettere informazioni più o meno esplicite rendendole comprensibili solo ad un ristretto gruppo di persone. Parlare per simboli significa allora parlare utilizzando un codice che non sempre risulta facile da decifrare.

I nostri paesi, soprattutto i centri storici che affondano le loro origini in età medioevale, sono pieni di segni in tal senso, perlopiù incisi su materiale lapideo, che possono essere ben visibili o, al contrario, poco nitidi.

Nel borgo antico di Pietradefusi, nelle immediate vicinanze della Torre Aragonese, si trova l’antica chiesa di Santa Maria dell’Arco risalente al XVI secolo. Una chiesa in rovina che ai più dice poco o nulla. Ebbene il portale d’ingresso, molto probabilmente di reimpiego, presenta scolpiti alcuni simboli a motivo floreale che non sono messi lì a caso: la loro presenza e struttura richiama significati ed immagini che sono difficili da individuare ed a apprezzare in un epoca come la nostra in cui si vuole tutto svelato e manifesto.

IL SIMBOLO DELLA ROSA

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Una delle sei rose a otto petali di Pietradefusi

Il simbolo su cui ci si soffermerà è la rosa a otto petali. Nel portale della chiesa di Pietradefusi ne sono visibili ben sei.

La rosa è un fiore avente un forte richiamo mariano noto a tutti (la Madonna non a caso è invocata come Rosa Mistica). Ma il suo significato esoterico non nasce con il Cristianesimo: la rosa infatti è uno dei segni iniziatici più antichi e più usati da sempre.

Per gli egizi essa era il simbolo della conoscenza segreta ed era associata al culto della dea Iside, dea della maternità e della fertilità. Nella tradizione arabo-orientale questo fiore indica il percorso metafisico che mira alla trasformazione profonda della coscienza.

Secondo tradizioni e riti popolari ed apotropaici nostrani, alle rose è attribuita la capacità di allontanare qualunque malattia: durante epidemie e pestilenze la gente le portava con sé a mo’ di amuleto e ne spargeva i petali per sanificare l’aria e il vestiario.

La rosa simboleggia, inoltre, la resurrezione, quindi il raggiungimento della perfezione spirituale.

 

SIMBOLOGIA NUMERICA: IL NUMERO OTTO

Come già detto, la rosa oggetto di questa analisi presenta otto petali (octolobata).

Universalmente considerato il numero dell’equilibrio cosmico, l’otto è il simbolo dell’infinito, di quella realtà priva di inizio e di scadenze, immagine dell’incommensurabile e dell’evanescente.

Dal punto di vista semantico otto è sinonimo di perfezione essendo una parola palindroma.

Questo numero simboleggia il lato mistico della vita. Nella kabbalah esso corrisponde alla lettera cheit soprannominata la doppia porta: è la porta attraverso la quale il nascituro viene alla luce, ma anche quella della rinascita spirituale dell’uomo.

In chiave cristiana, il numero otto è associato al rinnovamento e alla rigenerazione. Non è un caso se gli antichi battisteri abbiano forma ottagonale: in essi infatti si celebra il rito sacramentale che fa rinascere il catecumeno in Cristo e lo immette nella comunità ecclesiale. Inoltre come la rosa anche l’otto simboleggia la resurrezione: l’ottavo giorno, il primo dopo il sabato, il sepolcro in cui era stato deposto il Cristo si scopre vuoto. Si conferma così il suo significato metaforico che allude alla vita nuova e trasformata.

Non si dimentichi che otto sono le beatitudini e le virtù della Madonna: fede, speranza, carità, prudenza, giustizia, fortezza, temperanza più l’umiltà. Esse sintetizzano la perfezione dell’essere e il suo slancio verso ciò che è bene e giusto.

Le rose a otto petali inserite nel portale di una chiesa, in definitiva, ricordano a chiunque vi entri che sta passando dalla realtà mondana a quella spirituale, da un mondo di tenebre e di angoscia ad uno di luce e di redenzione.

 

IL FIORE DI LOTO

Un’ulteriore curiosità. Le rose octolobate visibili a Pietradefusi sono inscritte in fiori di loto rappresentati anch’essi in maniera stilizzata con otto petali. Conosciuto sin dall’antichità, fiore femminile per eccellenza e sacro per gli dèi, il loto rappresenta per l’oriente ciò che la rosa simboleggia in occidentepietradefusi: è emblema di perfezione, purezza, bellezza e grazia.

Esso nasce dal fango e dalla melma dove il seme può rimanere inerte anche per secoli per iniziare poi a germogliare in maniera del tutto spontanea. Un paradosso dunque: un fiore lussureggiante, elegante e delicato che affonda le sue radici nell’impurità e nella sordidezza.

Per questo è simbolo di rinascita, rinnovamento e di potenziale immanifesto.

Tutto ciò lo rende perfetto per essere immagine della Madonna: Maria infatti, pur appartenendo al genere umano, è stata preservata dal peccato in modo da conservarsi pura e degna per generare il Figlio di Dio.

Riferimenti bibliografici:

Marco Di Donato, Il Tempio dei Caracciolo, Edizioni il Papavero, 2015

Marco di Donato, I Misteri del Goleto, 2013

 

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