Pinto e Di Nucci incantano l’Abbazia di Loreto



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Pinto e Di Nucci, ieri pomeriggio, nello scenario dell’Abbazia di Loreto a Mercogliano, hanno suonato a quattro mani nel recital “Dalla terra alla luna”, che si è concluso oggi

Si è svolto ieri pomeriggio il concerto a quattro mani “Dalla terra alla luna” del duo pianistico italiano formato da Manlio Pinto e Giuseppe Di Nucci. In una raffinata Sala degli Arazzi, all’interno dell’Abbazia di Loreto a Mercogliano, i due pianisti hanno scaldato un salone non proprio gremito. Il recital, cominciato poco dopo le 18.00 e durato circa un’ora, è stato un susseguirsi di emozioni senza intervallo, anticipato dal prologo di una delle organizzatrici dell’evento, patrocinato dall’Associazione Igor Stravinsky, che ha introdotto la serata rivelando una sorta di parallelismo tra il libro di fantascienza del 1865 dello scrittore francese Jules Verne, dal titolo omonimo allo spettacolo, e l’omaggio che la “Biblioteca al Cannocchiale” ha dedicato a Galileo Galilei, a 450 anni dalla nascita del padre della scienza moderna.

Un applauso di incoraggiamento ha accolto l’ingresso dei due compositori, entrati da una camera attigua, quando il maestro Pinto ha preso la parola prima dell’esecuzione musicale esprimendo tutta la sua gratitudine verso i pochi coraggiosi presenti che hanno sfidato le avversità del tempo. “Volevamo ringraziarvi, per noi è importante che voi siate qui, nonostante la pioggia e il freddo. La musica classica ha bisogno di serate come questa in un momento di profonda crisi del Paese, non solo sul piano economico ma anche culturale. Questa sala poi è meravigliosa“, annunciando anche una variazione di programma nella scaletta dei brani con la sostituzione di una seconda melodia prevista di Mozart con una del pianista francese Francis Poulenc, mentre un signore seduto davanti a me ha interrotto il religioso silenzio quasi scusandosi dell’esigua affluenza di persone, rincuorato da un Di Nucci sorridente che gli ha risposto: “Lo sappiamo che qui c’è sempre il pubblico delle grandi occasioni, ci siamo informati su internet!.

Sala degli Arazzi

I due musicisti hanno eseguito a quattro mani la “Sonata KV 381 in Re maggiore” del compositore austriaco, “Sonata 1918” di Poulenc, “Danze Spagnole Op. 12” di Moszkowski, di Schubert hanno suonato “Allegro Moderato und Andante” e “Fantasia OP. 103 D 940 in Fa minore” per concludere con “Danze ungheresi (1º quaderno)” di Brahms, concedendo un bis a grande richiesta (accontentando soprattutto una signora seduta al mio fianco che lo invocava a gran voce), riproponendo le Danze Spagnole del pianista polacco Moszkowski.

Qualcuno di fronte a me ha assistito al concerto ad occhi chiusi, immergendosi completamente in un’atmosfera che rievocava un’epoca lontana. La pioggia torrenziale che s’intravedeva dalla finestra accanto al pianoforte era una nota in più che non stonava, accompagnando il virtuosismo di Pinto e Di Nucci, condensato dai loro sguardi d’intesa. Alla fine la pacca sulle spalle da parte di un compiaciuto Di Nucci al suo compagno d’avventura, dopo aver raccolto giustamente scroscianti applausi del pubblico in un’ovazione conclusiva.

Va menzionata una breve biografia dei due artisti che ieri hanno incantato l’Abbazia di Loreto:

Pinto e Di Nucci
Giuseppe Di Nucci, a sinistra, e Manlio Pinto

Manlio Pinto, romano, si è diplomato molto giovane col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e si è perfezionato con i maestri C. Zecchi, N. Afrouz, B. Canino, S. Fiorentino e K. Bogino, iniziando nel contempo una regolare attività concertistica, suonando sia da solista che in formazioni da camera. È stato premiato in diversi concorsi nazionali ed internazionali, tra cui il “Giovani Pianisti” di Pescara, il “Franz Liszt” di Lucca, il “S. Rachmaninoff” di Morcone, l’ “Ennio Porrino” di Cagliari e l’ “International Music Competition” di Rottach-Egern, in Germania. Oltre che in Italia, Manlio Pinto tiene concerti in Germania, Olanda, Spagna, Jugoslavia, Finlandia, Africa, Stati Uniti, Canada e Israele, suonando da solista, con orchestra ed in formazioni da camera. È stato invitato a svolgere attività didattica presso la prestigiosa Accademia di Musica di Novi Sad (Jugoslavia) ed ha tenuto una conferenza sulla tecnica pianistica all’Accademia di Musica di Belgrado.

Giuseppe Di Nucci, tarantino, si è diplomato a pieni voti presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari sotto la guida di C. Campanelli ed H. Pell; si è perfezionato presso l’École Normale de Musique A. Cortot di Parigi con M. Crudeli, conseguendo il Diplome Superieur d’Execution et de Concertiste con i pianisti K. Bogino e L. De Fusco. Vincitore di concorsi pianistici nazionali ed internazionali, ha ottenuto da solista ed in formazioni cameristiche numerosi primi premi, tra i quali la tanto ambita “medaglia d’argento” del Presidente della Repubblica Italiana. Svolge un’intensa attività concertistica sia in Italia che all’estero, tenendo concerti presso la “Salle Alfred Cortot” di Parigi, la Cattedrale di Sant’Andrea di Amalfi, la “Sala Baldini” di Roma, la Basilica Cattedrale di Taormina, la “Sala degli Specchi” del Teatro di Rieti, nell’Auditorium del Teatro “Rendano” di Cosenza, nella “Frati Chapel – Villa Serbelloni” per la Fondazione Americana Rokfeller. Oltre che al repertorio per pianoforte solista, si dedica intensamente alla musica cameristica in formazione di Duo, Trio e Quartetto con pianoforte con artisti di fama internazionale. È spesso invitato a far parte di giurie per importanti concorsi pianistici.

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