“Più di una regina”, la sclerosi multipla raccontata da Gian Crò



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Più di una regina

Tratto dall’omonimo libro di Onofrio Pagone, l’artista di formazione irpina Gian Crò porta in scena “Più di una regina”, il racconto di una donna malata di sclerosi multipla

Dopo l’esperienza teatrale di “Bugie a parte” (Leggi QUI), che si ripeterà il 5 novembre a Cairano, l’attore e regista di scuola irpina Gian Crò porta a teatro una personalissima trasposizione del racconto “Più di una regina” di Onofrio Pagone, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. L’attore sarà in scena presso il teatro “Forma” di Bari sabato 9 e domenica 10 novembre.

La voce narrante dell’artista campano sarà accompagnata dalla coreografia della ballerina Giovanna Pagone. Gli arrangiamenti musicali saranno a cura di David Macchione. Tra i musicisti ci saranno Gianluca Aceto al basso, Alessandro Campobasso alla batteria e Stefano de Vivo alla chitarra elettrica.

Il libro

Onofrio Pagone racconta la vera storia di Maria Elena Barile Damiani, che si confronta senza filtri con l’autore, raccontando la propria malattia: la sclerosi multipla. La cosa curiosa è che nel racconto il ruolo della moderatrice viene quasi ricoperto dalla donna malata. La sua forza le dona la possibilità di sorridere alla vita, cosa che, nell’intervistarla, non riesce a fare il giornalista. Quest’ultimo si cala nei suoi panni e ne soffre, mentre lei i panni della malata li ha già dismessi, dedicandosi a progettare al meglio tutti i giorni che la vita le offre. In questa battaglia Maria Elena si sente “più di una regina”, fiera del suo matrimonio e delle sue due figlie.più di una regina

Rappresentazione teatrale

“Più di una regina” a teatro diventerà uno spettacolo a tutto tondo. Danza, musica e parole a servizio della storia di Maria Elena, che a 50 anni ha ancora tanta voglia di vivere. Proprio questa volontà è narrata nell’assolo della ballerina Giovanna Pagone e consegnata alla voce narrante di Gian Crò. Quest’ultimo afferma di aver voluto rappresentare questa pervasiva forza vitale soffermandosi sugli aspetti più dolci e incoraggianti del racconto di Maria Elena, non perdendo mai la vena ironica che rappresenta la donna stessa. La protagonista, sul palcoscenico, si libererà della propria sedia a rotelle e danzerà in un passo neoclassico, lasciando su quella sedia tutti gli affanni della malattia.

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