sabato - 17 Aprile 2021

Vaccino, oggi somministrate 3.490 dosi in Irpinia

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    Pizzo San Michele, panorami mozzafiato

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    Pizzo San Michele, luogo panoramico tra due province, quella di Avellino e quella di Salerno, regala visioni mozzafiato. Luogo di culto, con una storia antichissima, è una tappa immancabile per gli appassionati di escursionismo

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    1567 metri sul livello del mare, Pizzo San Michele ospita il santuario più alto d’Italia. Sulla vetta, la chiesa, è dedicata a San Michele Arcangelo, il protettore di Solofra (sul versante avellinese) e di Calvanico (sul versante salernitano). Per raggiungere la vetta, infatti, è possibile seguire il sentiero che parte dalla cittadina conciaria in provincia di Avellino, piuttosto che seguire il sentiero – più agevole  – cha parte da Calvanico, da cui, ogni anno, si svolgono processioni in onore del santo, fino in vetta.

    Il paesaggio, per raggiungere la vetta – dal lato di Calvanico – è assai mutevole:

    Quando si scorge la vetta il paesaggio da attraversare muta. Gli alberi restano alle nostre spalle, il cielo è più vicino e la montagna si concede più brulla. Piccole api, intente a baciare i fiori di montagna più colorati, godono d’un panorama magico: le cittadine sul fondo della valle, il mare in lontananza, qualche monte solitario intento a far capolino tra gli eterei batuffoli bianchi, i colori della primavera e il blu del cielo.
    Ci si sente come sulla vetta del mondo!

    [dal Reportage su Pizzo San Michele di Terre del Lupo]

    Lungo il percorso, un sentiero ben tracciato e sempre pulito, si incontrano tre stazioni che fungono da tappe durante le processioni religiose e dalle quali, affacciandosi ai balconi naturali, si può ammirare un panorama davvero incredibile sulla valle dell’Irno.
    Solo dalla vetta si ha una visione a 360° su gran parte della Campania: di fronte all’ingresso del santuario appare, quando il cielo è limpido, il Vesuvio col Monte Somma; voltando lo sguardo a destra si incontra il massiccio del Partenio, e ai piedi si vede parte della città di Solofra; a sinistra, invece, appare Salerno ed il suo golfo; alle spalle, infine, un’immensa distesa di curve verdi, sono i Monti Picentini.

    La chiesa è piccola, ma ben tenuta.
    Accanto ad essa, poi, si erge un rifugio con camino, dove l’escursionista più coraggioso può ristorare e trascorrere la notte.

    Pizzo San Michele è uno di quei luoghi dove si può vivere la montagna intensamente. Tralasciando l’aspetto religioso, caro alle genti di Calvanico e Solofra, è forse l’unico rifugio fruibile, liberamente, durante tutto l’anno, sui monti d’Irpinia. E’ un buon esempio di quello che dovrebbe essere lo spirito dell’escursionista, anche se, purtroppo, manca quella cultura del rispetto e della condivisione che, in teoria, sarebbe necessaria nella fruizione dei rifugi di montagna – abbiamo trovato, più volte, nel rifugio, ed anche nei suoi pressi, buste di pattume. Il rifugio, poi, non è provvisto di legna – come dovrebbe essere – e neppure chi lo frequenta, spesso, lo lascia abbastanza pulito.
    La cultura della montagna, intesa non solo come pascolo d’altura, da noi ancora non è matura, ma Pizzo San Michele è un esempio che, con i suoi limiti, va nella giusta direzione.

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