I Fiori nel Deserto sono gli irpini in cerca di salvezza



0
I Fiori nel Deserto sono gli irpini in cerca di salvezza

Si è svolta ieri pomeriggio, nella Sala Consiliare del Comune di Lioni, la presentazione del libro Fiori nel Deserto, a cura di Paolo Saggese. Molti giovani ad ascoltare i problemi dei propri coetanei, nella consueta vacazione istituzionale

I Fiori nel Deserto sono gli irpini in cerca di salvezza
Copertina “Fiori nel Deserto”

L’Irpinia si può ancora salvare? È questo il leitmotiv di Fiori nel Deserto, una raccolta di 50 racconti ed una poesia di 49 giovani irpini in cerca di futuro, a cura di Paolo Saggese, in collaborazione con Emilio del Sordo, Rossella Della Vecchia, Martina Matteis e Gemma Pizza. In allegato anche il Manifesto dei Giovani, un vademecum dell’Associazione GiovanIrpinia, nata in concomitanza ma non come prerogativa del libro.

L’emergenza lavoro, la questione meridionale, quella dell’emigrazione, oggi confluite nella retorica della questione giovanile, sono i temi comuni ai racconti, che si dividono tra possibilisti, interventisti e pessimisti: chi crede ancora ad un futuro in questo territorio, chi ci ha rinunciato, chi è partito e chi rimane solo perché costretto.

Fiori nel Deserto è un unico racconto, un urlo generazionale che mette a confronto nonni, padri e figli di questo sventurato territorio: nonni partiti, spesso in solitaria, per dare un futuro ai propri figli nella propria terra; padri rimasti qui nel falso miraggio di un’inesauribile età dell’oro; figli che si vedono costretti a partire, a volte senza sapere dove andare o senza la volontà di farlo.

I Fiori nel Deserto sono gli irpini in cerca di salvezzaGiovani macchiati della hybris dei loro padri, figli di una società degenerata nel tracotante sistema del ricatto e dello scambio. Questa ignavia, questo “antinferno” decennale denunciati da Giuseppe Iuliano, presidente del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, dalla militanza di Alfonso Faia e di altre personalità irpine interessate alla questione, insieme alle speranze letterarie e rivoluzionarie dell’associazionismo promulgate da Paolo Saggese, rappresentano il contesto che ha portato al levarsi del disperato coro di Fiori nel Deserto, di bisogni e perduti principi costituzionali, che da anni le orecchie mercantilistiche e populistiche delle amministrazioni locali e nazionali fingono di non udire.

I Fiori nel Deserto sono gli irpini in cerca di salvezzaQui convivono l’irpino nell’animo, il sostenitore della causa e il nichilista che sostiene di non appartenere a questa Italia decadente. Tra il pubblico e gli interpreti del disagio locale, chi si mette in gioco, forse utopisticamente, lanciando proposte e buoni propositi; chi ritornando o rimanendo temporaneamente in Irpinia ha messo in sospeso la propria esistenza in attesa di un altrove; chi si è rassegnato; chi grida la propria rabbia contro questo stato di ingiustizia, solo per un innato senso di integrità.

Infine tra gli interventi seguiti alla presentazione, l’incitamento di Virginio Tenore che ha inneggiato al ricorso alle cooperative. Guardando all’Irpinia come ad un attuale deserto ma dal fertile potenziale, dal suo punto di vista sono i giovani il problema e non le vittime dell’assenza del lavoro: toccherebbe loro rimboccarsi le maniche invece di piangersi addosso, rifiutando l’assistenzialismo e divenendo i protagonisti della propria esistenza, del proprio tempo, della ripresa dalla crisi.

I Fiori nel Deserto sono gli irpini in cerca di salvezzaDurante la presentazione di Fiori nel Deserto c’era dunque un clima di incitamento alla partecipazione e alla condivisione, l’attesa di un reale confronto e anche molta dialettica datata. In generale è emerso che dei Νόστοι (ritorni) sono ancora concepibili; che rimanere qui per costruire il proprio futuro, alimentando il fascino di una terra mai valorizzata, potrà essere una delle soluzioni, ma rimane il sogno di molti e non per forza di tutti.

La vocazione alla terra, alla tradizione, alle radici è tale e va rispettata, ma quello che davvero qui manca è la possibilità di scelta: di realizzarsi nella propria terra per quello che ci compete, per le nostre aspettative di vita.

I Fiori nel Deserto sono gli irpini in cerca di salvezzaNoi siamo la generazione che non esiste, per lo più quella dei trentenni e quarantenni senza un futuro, ma innanzitutto senza un presente. Senza un lavoro, senza leggi di tutela, senza un prospetto pensionistico. Forse abbiamo fallito, ma innanzitutto hanno fallito le istituzioni, i genitori – quelli del compromesso feudale si intende – ed è ora che ci venga permesso di essere qui e ora per quello che valiamo, per quello che per diritto e dovere ci spetta.

Appunto si grida per esserci, qui o altrove, a mettere in campo il proprio sapere, le proprie inclinazioni, ma soprattutto per poter finalmente “essere”. Noi siamo fiori che chiedono le condizioni indispensabili per poter esistere nel deserto.

Leggi anche