giovedì - 2 Luglio 2020

Ariano Irpino, Maraia: “Accolto emendamento zone rosse”

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    Quindici: colpi d’arma da fuoco contro il Maglificio

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    Paura nella notte a Quindici. Colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro il Maglificio di Libera. Messaggio intimidatorio

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    Mercoledì 21 ottobre, salvo altri imprevisti, saranno inaugurate le attività al Maglificio di Quindici, il primo bene confiscato alle mafie della provincia di Avellino restituito alla collettività e riutilizzato per finalità sociali. A tagliare il nastro alle ore 16.30 ci sarà Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, l’associazione che da oltre vent’anni si impegna per favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati insieme al prefetto di Avellino, Carlo Sessa, e ai rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali.

    CARABINIERI QUINDICIMa, questa notte un episodio inquietante, senza dubbio, rialza l’attenzione degli investigatori nel vallo di Lauro, all’indomani poi, di una serie di attentati subiti dal sindaco Rubinaccio negli ultimi giorni. Un chiaro messaggio intimidatorio da parte dei clan all’indirizzo di Libera, della cooperativa Oasi Project e quindi dello Stato, alla vigilia dell’inaugurazione dell’opificio che da domani pomeriggio entrerà ufficialmente in produzione.

    Infatti, grazie al contributo della Fondazione con il Sud, la cooperativa sociale Oasiproject ha trasformato la villa bunker, una volta appartenuta al Clan Graziano, in un laboratorio di maglieria artigianale. È uno dei rari casi in cui un’immobile confiscato diventa un vero e proprio sito industriale. Questo progetto, realizzato insieme al Comune di Quindici, Libera, Diocesi di Nola, Energia Sociale e sostenuto da Banca Etica, non vuole essere solo un’iniziativa simbolica. In questa fase storica in cui la criminalità organizzata nel Vallo di Lauro prova a ristabilire la sua egemonia con attentati e intimidazioni, il Maglificio rappresenta, invece, un’opportunità vera di riscatto e di sviluppo per l’intero territorio anche in termini lavorativi.

    L’assesseore Cillo, questa mattina arrivando in ritardo alla presentazione della “casa sulla roccia”, al comune di Avellino, ha confermato ai nostri giornalisti il fatto sconcertante avvenuto a Quindici. A scoprire l’accaduto sono stati i lavoratori assunti dal maglificio, recatisi questa mattina per gli ultimi giorni di formazione. Sul posto gli agenti del commissariato di Polizia di Lauro e i carabinieri della stazione di Quindici per i primi accertamenti e rilievi.

    “È inaccettabile. A meno di ventiquattro ore dall’inaugurazione di un progetto importante come il Maglificio 100 Quindici Passi, ecco che la malavita imbraccia le armi e spara. Spara per sopraffare e tenere a bada chi agisce nella legalità, chi investe sul lavoro, chi crede nell’integrazione delle persone e nella crescita dei territori. Condanniamo il gesto senza se e senza me. Un gesto che ci deve indignare, preoccupare e far scegliere da che parte stare. Ai nostri cooperatori dico: non arrendiamoci, e non pensiamo mai di essere dalla parte sbagliata. Le istituzioni e le comunità hanno il dovere di intervenire, di proteggere chi investe per il bene comune e per lo sviluppo dell’economia locale e regionale. Siamo vicini alla nostra cooperativa e a quanti si stanno impegnano per la legalità e l’occupazione”.

    Cosi Maria Patrizia Stasi, presidente di Confcooperative Campania, alla notizia che il Maglificio 100 Quindici Passi è stato bersaglio di colpi di arma da fuoco a poche ore dall’inaugurazione.

    Seguiranno aggiornamenti.

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