giovedì - 6 Maggio 2021

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    Referendum: le ragioni del SI illustrate a Montella

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    In vista del Referendum del prossimo 17 aprile a Montella si illustrano le ragioni del SI per fermare la trivellazione in Italia ed in Irpinia

    [ads1] Si è tenuto presso la Villa De Marco di Montella, l’incontro organizzato dal Comitato Referendario #PdNoTrivReferendum 2016: le ragioni del SI. Stop alle trivelle”.

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    #PDNoTrivDomenica 17 aprile, infatti, i cittadini italiani sono chiamati a votare il referendum che riguarda le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi in mare, nelle acque territoriali entro le 12 miglia dalla costa (22,2 chilometri). In particolare, sulla scheda, troveremo sostanzialmente questo quesito: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Si tratta dell’unico quesito sopravvissuto al vaglio della Cassazione.

    Infatti, i consigli regionali di Abruzzo, Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise e l’Emilia-Romagna hanno promosso sei quesiti referendari sulla ricerca e l’estrazione degli idrocarburi in Italia. Nel dicembre 2015 il governo Renzi assorbì una parte dei quesiti proposti dai consigli regionali, nelle modifiche alla legge di stabilità, restituendo agli enti locali un ruolo rilevante nelle decisioni sullo sfruttamento di gas e petrolio e facendo in modo che la Corte di Cassazione ritenesse ammissibile alla fine un solo quesito. Si tratta, quindi, di una votazione che lascia l’amaro in bocca un po’ a tutti, ma che per il fronte del SI ha un valore politico preciso, di indicazione circa il futuro energetico del paese.

    E sulla opportunità del referendum soprattutto il PD si è spaccato e se, addirittura, i vertici si sono espressi a favore dell’astensionismo (che amareggia ancora di più, non solo alla luce del costo della tornata referendaria per il paese, ma anche per l’ennesima sconfitta della democrazia in Italia), all’interno del partito si è fatto sentire il comitato NoTriv, favorevole all’abrogazione della norma oggetto del referendum, ma più in generale convinto della necessità di investire su altre forme di energia. Di questa parte del partito solo espressione i relatori del convegno di oggi a Montella, Antonio De Marco (impossibilitato ad intervenire e sostituito da Luigi Carfagno), per Montella stessa, Giuseppina Di Crescenzo per Bagnoli Irpino e Mario Pagliaro, referente provinciale.

    NoTrivQuest’ultimo, in particolare, ci ha tenuto a smontare tutte le ragioni del NO ed a sottolineare quanto sia importante la scelta di domenica rispetto alla tutela dell’ambiente ed alla valorizzazione di altre ricchezze “naturali” del paese.

    Pagliaro, in particolare, ha evidenziato che l’Italia deve puntare su fonti di sviluppo reversibili, che non solo non arrechino danni al territorio, ma che al contrario ne valorizzino le potenzialità ed ha citato alcuni esempi virtuosi di aziende locali che del nostro territorio hanno fatto una risorsa e non uno strumento da utilizzare e poi abbandonare. Infine, si è fatto riferimento ai rischi connessi alle trivellazioni che anche l’Irpinia corre, come il comune di Gesualdo che potrebbe ritrovarsi pozzi per l’estrazione del petrolio a meno di 200 metri dalla scuola.

    Il referendum, insomma, lascia insoddisfatti rispetto al merito di un tema molto delicato, ma da la possibilità ai cittadini di riappropriarsi dei propri territori e di scegliere su cosa investire per il futuro.

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