Regionali, il Coordinamento irpino No Triv candida De Filippis

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Il Coordinamento No Triv irpino candida per le elezioni Regionali in Campania Roberto De Filippis che da anni è un attivista contro le trivellazioni

Il direttivo dei No Triv in Irpinia ha accettato la proposta di Rifondazione Comunista della Provincia di Avellino di candidare Roberto De Filippis nella lista “Sinistra al Lavoro”. Una scelta di entrare in politica alle elezioni Regionali per il movimento contro le trivellazioni petrolifere che sta portando avanti da anni la battaglia in Irpinia.

«La nostra decisione – spiega il Coordinamento Irpino No Triv – scaturisce dalla necessità di cogliere la sfida della rappresentanza, impegnandoci in una più articolata “operazione verità” nei confronti dell’agire delle forze politiche che attualmente rappresentano il governo nazionale e regionale. Il nostro è un impegno che va avanti da anni, insieme a partiti e movimenti, e guarda alla costruzione di una coalizione politica che vada al di là dei momenti elettorali e sia capace di contrastare, attraverso i più svariati strumenti, le politiche sciagurate di centrodestra e centrosinistra».
«Gli schieramenti rappresentati da Caldoro e De Luca esprimono esattamente la connivenza tra un potere politico feudale e corrotto e

regionali
Roberto De Filippis

i poteri forti nazionali e locali che in Campania sono interessati a devastare e saccheggiare i territori attraverso trivellazioni petrolifere, inceneritori, false bonifiche, sciagurata gestione delle acque, uso nefasto e affaristico delle fonti rinnovabili».
«Il Pd irpino, che a chiacchiere si professa no triv, non ha saputo intervenire efficacemente in sede di Consiglio regionale per dare esecutività al P.T.R. (che prefigura una regione a vocazione agricola e naturalistica), non è riuscito ad adoperarsi in Commissione Ambienteprosegue il Coordinamento -, inducendo quest’ultima ad esprimersi in merito ai permessi di ricerca di idrocarburi e infine ha votato lo Sblocca Italia, che imprime una netta accelerazione alle attività estrattive e, per mezzo dell’art. 38, esautora i territori e gli enti locali dal potere decisionale».
«Il centrodestra di Caldoro, inadempiente per quanto riguarda piani paesaggistici, territoriali ed energetici, ha avuto dalla sua tutti gli strumenti per bloccare immediatamente il Permesso di Ricerca Nusco, tramite la redazione di una Valutazione di Impatto Ambientale negativa, ma ha deciso di non decidere, lasciando che l’istruttoria passasse in mano al governo nazionale.
Non possiamo più lasciare a questi signori il monopolio della politica e della rappresentanza – conclude la nota -, ma anzi, a loro è doveroso rispondere in prima persona. Vogliamo dare voce a chi ogni giorno si batte contro un modello di società iniquo e predatore. Intenderemo tutto ciò, ancora una volta, come un percorso di lotta e partecipazione democratica».