giovedì - 6 Maggio 2021

Vaccino, oggi somministrate 3.762 dosi in Irpinia

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    Massimo D’Alema e la Riforma Costituzionale: le ragioni del No

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    Se da una parte Renzi ha abbassato i toni, dall’altra i suoi avversari si guardano bene dall’accettare un cambio di rotta, tra questi Massimo D’Alema, nel comizio irpino

    Una serata marcata DEM quella di ieri, in cui l’ex Presidente del Consiglio D’Alema ha portato ad Avellino le ragioni del NO per il referendum del prossimo 4 dicembre. In prima fila anche il volto noto della politica avellinese Alberta De Simone, decisa a riunire la sinistra con un No.

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    Dati alla mano, l’ex Presidente del COPASIR ha sottolineato come un governo giovane, come quello di Renzi, riceva in realtà ben poche preferenze, anche in tema referendum, da parte degli under 34:

    L’ultimo sondaggio sul Referendum parla chiaro. Il 55% degli Italiani fra i 18 e i 34 anni votano No. Il 56% tra i 35 e i 54 anni è per il No. Il Si prevale tra le persone ad di sopra dei 62 anni. Tra le quali io sono un’eccezione. Lo dico perché il Presidente del Consiglio parla sempre a nome dei giovani ma tuttavia i giovani non lo votano. Io sono dispiaciuto per lui. Per lui votano i vecchietti perché hanno paura che possa accadere qualche cataclisma nel Paese se non vince il Si.massimo d'alema

    Uno dei punti chiave, proposti nella riforma costituzionale Renzi-Boschi, è il superamento del bicameralismo perfetto. Proprio in questo cardine D’Alema ha rintracciato l’anello debole della riforma. Il bicameralismo, a detta sua, più che superato diventerebbe confuso:

    “Abbiamo superato il Bicameralismo”. Non è vero. Basta leggere l’articolo 70 per convincersi a votare No. Leggere il nuovo testo dell’Art. 70 è sufficiente, perché è talmente confuso da non poter trovare posto nella Costituzione stessa. Il bicameralismo resta. La Riforma ne riduce solo lo spazio. Elimina solo il voto popolare per eleggere il Senato. Voi non sarete più disturbati per eleggerlo, non dovrete più perdere tempo per andare a votare. Questa è la filosofia della Riforma, che è stata concepita per avere una democrazia decidente ma che produce solo caos. E causerebbe veri rischi di paralisi. Questa Riforma rischia di paralizzare la capacità di decidere e scegliere. Di recidere la Libertà dei cittadini. La sovranità appartiene al popoloè il popolo che deve decidere, non il consiglio regionale. Questo è un sistema confuso, lo hanno scritto i maggiori costituzionalisti italiani. 7 su 10. “Noi passiamo dal Bicameralismo perfetto al Bicameralismo confuso con questa Riforma“, hanno scritto.

    A chi promuove il Sí come un ponte verso una crescita del Paese guidata dal governo Renzi, Massimo D’Alema risponde così:

    Non giocate la carta della paura. Il voto del 4 Dicembre riguarda allo stesso tempo la Riforma Costituzionale e la legge elettorale. Non è vero che se vincerà il Sì si fermerà la crescita del Paese perché quella è già ferma. La ripresa in Italia è del 0,7%. Siamo ultimi, malgrado le Riforme. L’occupazione è cresciuta per un certo periodo grazie agli incentivi pubblici ma poi si è arrestata, balzano i licenziamenti grazie alla grande Riforma che li ha resi più facili.

    La riforma, secondo l’ex di DS e PCI, non rimarginerebbe le fratture della sinistra democratica, ma andrebbe ad accentuarle impedendo di portare avanti una sana discussione tra le parti:

    Renzi non cade anche se vince il No. Se vince il Sì sarà soltanto il consolidamento di una frattura a Sinistra ma se vince il No si riaprirà una discussione sul futuro del centro sinistra.

    Massimo D’Alema conclude con una visione quasi complottista di banche, televisioni e giornali schierati per il Sì, ma nutre fiducia nella lucidità del “Terzo Stato”:

    Confindustria, quasi tutti i giornali, le grandi banche, la Rai: la frattura che crea questo Referendum non è tra Destra e Sinistra, ma fra Potere e Popolo. Alla fine, però, è il popolo che decide ed è per questo che mi rivolgo a voi, per chiedervi di essere protagonisti di questa battaglia.

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