Roberta Della Fera: “Cristalli è uno specchio in cui i difetti diventano belli”



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In uscita poche settimane fa “Cristalli”, il romanzo d’esordio di Roberta Della Fera, è un messaggio di speranza per molti giovani

In Irpinia esistono tanti giovani pronti a mettersi in gioco per realizzare i propri sogni. La rubrica Talenti d’Irpinia nasce dalla volontà di dare voce e spazio ai nostri coetanei impegnati nel campo della scrittura, dell’arte, della musica. Roberta Della Fera giovane studentessa universitaria, fin da piccola ha maturato la passione per la scrittura. L’abbiamo intervistata in occasione dell’uscita del suo romanzo d’esordio “Cristalli”.

Cristalli è la storia di Giorgia, una ragazza come tante, alle prese con una vita come tante, fatta di gioie e dolori, passato e presente che si intrecciano con un futuro ancora da definire. Il mondo di Giorgia è popolato da diversi personaggi, ognuno con le proprie caratteristiche che li rende unici agli occhi degli altri. Ed è proprio questo l’intento di Roberta, mostrare che ognuno di noi è un cristallo capace di sprigionare tutti i colori dell’arcobaleno da una semplice luce bianca.

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Un libro edito dalla casa editrice “Saremo Alberi” che per la sua semplicità arriva al lettore di ogni fascia d’età. La scrittura di Roberta è sincera ed emozionante. Non esistono artifici letterari per arginare il dolore, tappa fondamentale per definire ciò che siamo.

  • Per cominciare, come nasce l’idea di Cristalli? 

Nasce dall’esigenza di scrivere una storia e raccontarla. Senza nessuna pretesa in particolare.

  • A chi si rivolge il romanzo? 

Cristalli è rivolto a tutti. Non ci sono indicazioni né confini reali, vorrei che ognuno possa immaginare il luogo che preferisce ed immedesimarsi nei personaggi e le loro vicende. Inoltre spero possa essere per tutti uno specchio in cui i difetti possano sembrare per la prima volta belli.

  • “A tutti quelli che ci hanno detto di cambiare per essere diversi, ma noi, diversi, già lo eravamo”. Questo l’incipit del romanzo, ma cos’è oggi la diversità e come viene percepita all’interno della società? 

Penso che la diversità venga vista come qualcosa che ci allontana dagli altri. C’è una parte del libro in cui lo spiego: diverso deriva dal latino “divèrsus” che vuol dire rivolto dal lato opposto, contrario. Seguendo questa logica, è come se ci trovassimo di spalle rispetto a chi è diverso da noi e non riuscissimo a guardare nella sua stessa direzione e dunque a capire le sue scelte. Ma se avessimo il coraggio di camminare in avanti, per quanto la strada possa essere lunga, prima o poi ci troveremo di fronte a chi è diverso.

  • Per quale motivo la gente dovrebbe leggere il tuo romanzo? 

Più che una risposta, la mia è una speranza. Spero che le ragazzine e i ragazzini che lo leggeranno possano rivedere se stessi in alcuni dei personaggi e possano trarre da loro la forza per essere se stessi e di volersi bene, unici…così come sono. Spero che i ragazzi più grandi possano rivedere se stessi quando erano piccoli e capire che le cose che viviamo, anche le meno belle, ci formano e ci rendono unici. Spero che le persone adulte possano ricordarsi di quando erano bambini e adolescenti ed avvicinarsi nuovamente a quel mondo che vedono oggi un po’ sbiadito e lontano.

Domani a partire dalle ore 18 presso il Carcere Borbonico di Avellino, Roberta presenterà Cristalli con il Comitato Provinciale dell’Unicef.

Per info: (qui).

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