Roma, Santa Messa per ricordare le vittime del terremoto del 1980



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Speciale terremoto dell'Irpinia del 1980

“Gli irpini nella Capitale” faranno celebrare la funzione presso la Parrocchia di San Giacomo Apostolo in Augusta a Roma

A Roma, sabato 23 novembre 2019, nel giorno che è diventato da 39 anni a questa parte, “il giorno della memoria”, per l’Irpinia in particolare, ma anche per i territori circostanti, saranno commemorate le 2914 vittime del sisma dell’ ’80 con una messa che avrà luogo nella chiesa di San Giacomo Apostolo in Augusta in via Corso, dalle ore 17:30 alle ore 18:30.

irpini della capitale - roma
È dal direttivo dell’associazione Irpini della Capitale che si è dipanato l’invito, anche a mezzo social, per rendere quante più persone partecipi all’avvenimento in agenda, ma del resto come si può scordare una data storica che ha segnato più di una generazione quel famoso 23 novembre del 1980?

Corre un brivido per tutto il corpo ogni qualvolta si pronunci, si ascolti, si legga questa fatidica ricorrenza. Nonostante si sappia che per ogni anno che passi ci sarà comunque un 23 novembre da vivere, è come se ci fosse quasi la speranza che non arrivi e che non s’avvicini, per paura quasi che ci tocchi, in modo da saltarlo ed arrivare sani e salvi direttamente al giorno successivo.

Il miglior modo per esorcizzare quella terribile strage, a cui l’uomo ha potuto solamente assistere e subire, è ricordare. Ricordare per far conoscere a chi fortunatamente non l’ha vissuto, ciò che è accaduto in Campania e nella Basilicata centro-settentrionale.


Erano le 19.34 quando l’inferno in terra si palesò fra le genti dei posti interessati dalla scossa durata per quasi due minuti, paragonabili all’eterno e che causarono uno sfacelo inimmaginabile.

Case crollate, strade distrutte, piedi scalzi e mani sul viso fra le urla feroci di chi comincia a scavare fra le macerie a mani nude pur di salvare un proprio caro sotto le rovine.
La gente si era riversata per le vie dei paesi nella corsa della vita contro il tempo e subito dopo la catastrofe che si era appena abbattuta, si ritrovò a fare i conti con le conseguenze devastanti di ciò che era appena accaduto. La ricostruzione sarebbe stata lunga. I lutti non si dimenticano.


In una società civile si dovrebbero sempre rimembrare e onorare gli scomparsi di una simile tragedia. Merito agli Irpini della Capitale.

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