martedì - 24 Maggio 2022
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    Sabino Cassese, ecco chi è il giurista irpino

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    Per quanto riguarda l’Elezione del nuovo Presidente della Repubblica è emerso anche il nome del Giurista irpino Sabino Cassese

    Presidente della Repubblica – Come scriveva ieri Il Foglio, il segretario della Lega Matteo Salvini si è recato ieri pomeriggio nella casa romana del professor Sabino Cassese ai Parioli. L’incontro però è stato subito smentito da fonti del Carroccio: “Non so dove abita e non l’ho sentito”, ha detto Salvini ai cronisti, entrando al vertice con i gruppi parlamentari leghisti. Poco prima però aveva dichiarato: “La soluzione può essere vicina“.

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    Cassese raggiunto questa mattina da Repubblica ha risposto alla suggestione di essere stato chiamato in causa per la presidenza: “Salvini non lo conosco, sopra casa mia abita un ex senatore. Attenzione smodata per quest’elezione, i problemi dell’Italia sono altri”.

    Cassese è stato ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi, giudice emerito della Corte costituzionale, editorialista del Foglio e del Corriere della Sera. A luglio 2020, in un editoriale sul Corriere e poi in un’intervista al Riformista, aveva paragonato l’allora premier Giuseppe Conte all’autocrate ungherese Viktor Orbán commentando il primo rinnovo dello stato d’emergenza per il Covid. Conte è l’attuale leader del Movimento 5 Stelle, il più numeroso tra i gruppi parlamentari chiamati a eleggere il nuovo capo dello Stato.

    sabino cassese
    Sabino Cassese

    Ecco chi è Sabino Cassese

    Sabino Cassese è nato ad Atripalda, in Provincia di Avellino, il 20 ottobre 1935. 

    Ha fatto parte e presieduto numerose commissioni ministeriali di studio o di indagine e ha diretto vari progetti di ricerca e di analisi del Consiglio Nazionale delle Ricerche tra cui, tra il 1987 e il 1994 il Progetto finalizzato all’organizzazione e il funzionamento della pubblica amministrazione.

    È stato Ministro per la funzione pubblica del Governo Ciampi, dal 28 aprile 1993 al 10 maggio 1994.

    È stato presidente della Commissione di indagine del patrimonio immobiliare pubblico della Presidenza del Consiglio dei ministri dal 1985 al 1987; presidente della Commissione per la riforma delle partecipazioni statali del Ministero delle partecipazioni statali nel 1988; presidente della Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali della Presidenza del Consiglio dei ministri dal 1990 al 1992; presidente, presso la Camera dei deputati, della Commissione speciale per l’esame dei progetti di legge recanti misure per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di corruzione. Componente del Consiglio Superiore di statistica dell’Istituto centrale di statistica dal 1984 al 1990 e dal 1991 al 1993.

    Nominato giudice costituzionale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 4 novembre 2005, giura il 9 novembre 2005.

    Nel 2013 si fa il suo nome quale possibile candidato del PD alla presidenza della Repubblica.

    È stato componente di numerosi organi amministrativi di organismi pubblici e privati. Dal 1987 al 1992, è stato membro del consiglio di amministrazione dell’Ufficio italiano dei Cambi; dell’Olivetti, dal 1995 al 1996; di Autostrade S.p.A e delle Assicurazioni Generali S.p.A., dal 2000 al 2005, e di Lottomatica S.p.A. dal 2004 al 2005.

    Dal 2000 al 2005 è stato presidente del Banco di Sicilia e, nel 2015, assume la presidenza della cooperativa CreditAgri Italia, ente di garanzia fidi e assistenza tecnica e finanziaria per la filiera agroalimentare italiana e la cooperazione, lasciata nel 2016, anno in cui è stato nominato membro del Consiglio superiore dell’European University Institute. Dal 2015 al 2017 è stato presidente della Scuola dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

    Agli inizi del 2016 prende posizione a favore del sì al referendum confermativo della riforma costituzionale Renzi-Boschi, dichiarando: “Perché lasciare alle nostre spalle un sistema parlamentare binario? Una ragione c’è. Quando fu approvata la Costituzione, il popolo votava soltanto per il Parlamento nazionale. Nel 1970 fu chiamato a votare anche per i consigli regionali. Nel 1979 anche per il Parlamento europeo. Questi svolgono con efficacia la funzione di contrappeso. Si aggiunge a questi il controllo della Corte costituzionale, organo di bilanciamento per eccellenza, in funzione dal 1956. Quindi, il compito originario del Senato — che comunque ha svolto molto poco, limitandosi a essere un doppione o un fattore di ritardo — si è esaurito”.

    Durante la pandemia di COVID-19, è intervenuto pubblicamente più volte contro il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, criticando l’eccessivo ricorso allo strumento del Dpcm per le misure di contenimento epidemiologico, in quanto «L’articolo 16 della Costituzione sancisce che solo un atto avente forza di legge può limitare restrizioni alla libertà personale e allo spostamento in caso di rischi connessi alla salute pubblica, quindi sarebbe stato meglio se il Governo avesse emanato decreti-legge da far convertire al Parlamento e poi, usare gli atti amministrativi, come il DPR».

    Collabora con il Corriere della Sera, Il Foglio e Il Riformista in qualità di editorialista.

     

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