Pochesci: «Albadoro ha un tiro fenomenale, ma calcia poco in porta»

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«Quando mi ha parlato di Avellino gli ho detto di andarci anche gratis» così mister Sandro Pochesci riferendosi al nuovo attaccante dei Lupi, Diego Albadoro

L’ex tecnico della Casertana, Sandro Pochesci, ai microfoni di Sport Channel 214 ha parlato del nuovo acquisto dell’Avellino Calcio, l’attaccante classe ’89 Diego Albadoro, suo pupillo che ha avuto alle dipendenze sia a Fondi che a Terni.

Queste le sue parole: «È un grande acquisto, avete preso un grande giocatore. Con me ha fatto il record di gol a Fondi, con 13 reti (nella stagione 2016-2017, ndr). Può giocare come prima punta, perché sa coprire bene gli spazi. È un giocatore che ha un tiro fenomenale, ma l’unico difetto è che tira poco in porta, perché con la forza e la precisione che ha potrebbe essere veramente letale da fuori area. Tecnicamente è uno dei top player della Lega Pro.

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Diego Albadoro in azione al «Partenio-Lombardi», nella partita Avellino-Ternana del 31 dicembre 2017. La gara finì 2-1 per i Lupi

Io l’ho fatto giocare anche in Serie B (con la Ternana, nella stagione 2017-2018, ndr), con me fece 13 partite e 3 gol – ha aggiunto Pochesci – Stava andando alla grande, poi purtroppo le strade si sono divise per il mio esonero. Era un giocatore importante, in seguito l’hanno messo fuori rosa perché aveva avuto dei problemi con il nuovo allenatore (Gigi De Canio, ndr). È stato un anno fermo e di questo mi dispiace, perché quando l’ho preso dal Matera veniva da due anni in cui aveva avuto dei problemi fisici.

L’Avellino Calcio in questo momento è in buone mani, perché il direttore sportivo Di Somma è uno dei più vincenti nel panorama calcistico, poi ha fatto la storia del club biancoverde quando giocava. Diego viene in un momento dove si deve rilanciare, ha tanta voglia – ha concluso il trainer romano Pochesci – Quando mi ha parlato di Avellino gli ho detto di andarci anche gratis. Il mondo dell’Avellino Calcio e quello di Diego Albadoro si possono sposare e fare veramente la rinascita di questa società, perché il calcio al Sud senza l’Avellino è come la Serie A senza la Juventus».