venerdì - 28 Gennaio 2022
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    Sanità, Fp Cgil: “L’emergenza si affronta garantendo la Variante Umana”

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    Gli operatori sanitari in prima linea contro Omicron, Morsa e de Ciuceis (Fp Cgil): “L’emergenza si affronta garantendo la “variante umana”.

    Sono la Segretaria Generale della Fp Cgil, Licia Morsa, e il Segretario Provinciale, Pietro de Ciuceis, ad intervenire attraverso una nota congiunta.

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    “In Campania si sta ripetendo, con minime variazioni sul tema e non tutte positive, lo stesso copione della prima fase pandemica perché l’assistenza territoriale continua ad essere inefficace. Non si è riusciti a reclutare per tempo personale qualificato, quel poco che c’era è stato licenziato e continua a mancare una regia che coordini  esigenze territoriali con medici di Medicina Generale, Pediatri di base, Distretti Sanitari, Ospedali e Cliniche convenzionate.

    La variante Omicron colpisce soprattutto, bambini e pazienti che hanno patologie concomitanti, le quali si aggravano per la complessità di gestione legata alla positività. Come prima e più di prima, per farvi fronte serve creare una linea di continuità, basata soprattutto sul “capitale umano” ed organizzativo. Non si è fatto nulla o, comunque, troppo poco sul territorio per garantire ai pazienti assistenza in luoghi diversi dagli ospedali, salvo in alcuni casi dimostrare al personale, in particolare i precari assunti per il COVID che promesse e premi erano solo chiacchiere. Questo oggi porta la Regione a chiudere di nuovo indiscriminatamente tutti i servizi ordinari. Una scelta pilatesca che scarica sui cittadini malati e personale sanitario le mancate risposte della sanità campana”.

    Le USCA provinciali ridotte a tamponifici piuttosto che a team polispecialistici per il trattamento a domicilio di pazienti con patologie varie, niente di concreto  relativamente a Ospedali di comunità e altre strutture come ad esempio i Covid residence che si aprono sui giornali, ma con il dubbio che come al solito, dopo il nastro tagliato non ci siano risorse umane e professionali adeguate ad un adeguato servizio.

    Tutto questo costringe il Moscati, unico punto di riferimento per l’alta specialità e l’urgenza grave della provincia, e il DEA di I Livello Frangipane, a dover accogliere la quasi totalità dei posti letto covid della provincia e non solo, lasciando sul campo gran parte dei servizi sanitari dedicati ai pazienti e cittadini, visto il costante decremento nella nostra provincia del  numero di ospedali e posti letto.

    Come sempre, la Regione non obbliga le due aziende a collaborare sul serio e, così facendo, da una parte, quella del Moscati, si accelera, dall’altra, quella dell’Asl Avellino, si pondera. Nel mezzo, pazienti e operatori sanitari appaiono sempre più disorientati.

    Da qui una serie di richieste della Fp Cgil.

    “implementazione dello screening del personale delle aziende sanitarie, a cadenza regolare per area di rischio che coinvolga tutti gli operatori. Fornitura e obbligo per tutti ad indossare mascherine FFP2. Far rientrare in servizio il personale infetto solo dopo esito di tampone negativo. Proroga immediata, fino al 31 dicembre 2022 di tutto il personale precario di Asl e Moscati (come già fatto in altre azienda campane…). Turnover adeguato e sostegno psicologico del personale delle aree e servizi Covid, con un’implementazione dello stesso, in particolare per il numero degli OSS. Riorganizzazione del personale e dei servizi in maniera tale da garantire un adeguato ricambio generazionale agli stessi. Riconoscimento economico vero e adeguato a chi è impegnato direttamente nell’assistenza nei servizi e nelle UU.OO. Covid. Percorsi pubblici e certi relativamente alle necessità di ricovero ed assistenza dei pazienti che hanno anche il covid, in particolare psichiatrici e nefropatici dializzati. Riconoscimento dei percorsi formativi interni che incentivino le professionalità acquisite in questo periodo sul campo. Infine, prima di avviare processi riorganizzativi, fra reparti e strutture sanitarie, coinvolgere le OO.SS. per un’informativa chiara e puntuale. Magari, tutto questo potrebbe davvero determinare meno stress e criticità di quelle che oggi si verificano, migliorando il clima lavorativo e l’assistenza ai pazienti, perché quella che più di tutti può salvare o far danno alla nostra sanità è la variante umana… che a tutt’oggi da alcune aziende sanitarie o cosiddette tali è spesso totalmente ignorata”.

    Concludono i segretari della Cgil.

    CONTINUA SU AVELLINO ZON

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