A Sant’Angelo dei Lombardi in scena le donne di Garcìa Lorca



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In scena ieri sera a Sant’Angelo dei Lombardi “La casa di Bernarda Alba” di Federico Garcìa Lorca, opera inserita nel cartellone del “Napoli Teatro Festival”, che per la prima volta approda in Irpinia

E’ andato in scena ieri sera (in replica) a Sant’Angelo dei Lombardi lo spettacolo “La casa di Bernarda Alba” scritto da Federico Garcìa Lorca e riadattato per questa occasione dall’associazione culturale F.pl. femminile plurale.

IMG_20160630_210750L’opera teatrale fa parte del cartellone del “Napoli Teatro Festival”, festival internazionale di teatro alla sua nona edizione, che per la prima volta approda in Irpinia, anche grazie al suo direttore artistico Federico Dragone.

Il regista e direttore teatrale è, infatti, originario di Cairano (anche se vive in Belgio da quando era bambino) e la sua idea per il festival è stata proprio quella di delocalizzare gli spettacoli rispetto al capoluogo partenopeo e portare il teatro nei piccoli comuni.

E così si è scelto l’anfiteatro di Sant’Angelo dei Lombardi, ma anche il castello di Gesualdo (dove il 5 e 6 luglio sarà di scena Ascanio Celestini con il suo “Laika”).

La messa in scena è stata preceduta da una serie di incontri con l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Repole, ma anche con la gente del posto, con l’obiettivo di avvicinare la storia alla realtà locale e di arricchire il racconto delle emozioni di una civiltà rurale non così distante dall’Andalucia dell’autore.

IMG_20160630_203943L’opera di Garcìa Lorca racconta le vicende di una famiglia tutta al femminile, in cui una mamma dispotica (una bravissima Ilaria Scarano), in rigoroso lutto per la morte del marito, condiziona l’esistenza delle sue cinque figlie, costrette alla solitudine ed alla soccombenza rispetto ai rigidi stereotipi degli anni ’30 spagnoli, in cui le donne devono pensare ai pizzi del proprio corredo e non avere mai ambizioni o addirittura desideri di libertà (e se pensiamo alla cronaca attuale, non sembrano anni così lontani).

Tutto si svolge nelle mura di casa e bastano veramente i pochissimi oggetti di scena per suscitare forti emozioni nello spettatore (colpiscono le cinque casse bianche, che se a volte ricordano piccole bare, in altri momenti sono contenitori di emozioni e varchi verso l’agognata libertà).

IMG_20160630_214737Altre tre donne si muovono sul palcoscenico, le due “serve”, maltrattate ma indispensabili per Bernarda, e la nonna pazza letteralmente incatenata per evitare la fuga … verso la felicità, verrebbe da dire! Gesti mai casuali (memorabile lo slacciarsi la camicia della madre, che ne fa percepire la fragilità), luci ed ombre, veli che metaforicamente coprono e scoprono dei mondi, tutto è in questo spettacolo fonte di forti emozioni.

La rappresentazione ha riscosso un buon successo di pubblico e questo fa ben sperare che l’intrattenimento estivo possa affrancarsi dalle sagre paesane, per indirizzarsi verso eventi culturali di un certo spessore, magari in location suggestive che non mancano ai nostri paesi e che hanno bisogno di essere valorizzate.

Il prossimo appuntamento, quindi, a Gesualdo con l’attore racconta di un Gesù “uomo comune” che come tutti noi ha dubbi e paure… da non perdere!

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