Scuola di legalità, sesta lezione sul Welfare



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Proseguono gli appuntamenti con la “Scuola di legalità” di Libera. La sesta lezione,  dal titolo “Welfare. Strumento di costruzione e analisi delle comunità”, si terrà giovedì 7 aprile presso la Camera di Commercio di Avellino

La sesta lezione della “Scuola di legalità di Libera” sarà dedicata al Welfare. Welfare come modello di costruzione e analisi delle comunità. A relazionare sul tema sarà Gennaro Avallone, docente della Università degli Studi di Salerno, il quale fornirà ai ragazzi gli strumenti occorrenti per leggere ed interpretare i bisogni di una comunità, passaggio necessario per una progettazione efficiente.

La lezione si terrà giovedì 7 Aprile, alle ore 15:30, presso la sede della Camera di Commercio di Avellino.

La scorsa settimana i giovani studenti si sono ritrovati dopo la marcia del 21 Marzo. Negli incontri precedenti della “Scuola di legalità” avevano avuto modo di trattare, grazie alle storie dei familiari delle vittime innocenti, il tema della memoria. Un tema complesso perché non sempre lo si riesce ad inquadrare in maniera compiuta. Il binomio memoria – impegno è inscindibile, e proprio per questo dopo la sosta, si è scelto di ripartire dai beni confiscati. Patrimonio sottratto ai mafiosi, perché illecitamente percepito e restituito alla collettività. Tuttavia i beni confiscati rappresentano solo una parte, sebbene importante, dei luoghi che richiamano all’impegno quotidiano.

scuola di legalitàAbbiamo avuto modo di comprenderlo pienamente grazie al tema lanciato per la XXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”: “ Ponti di memoria e Luoghi di Impegno”. Siamo partiti da lontano, da alcune storie, da alcuni volti. Siamo partiti dalla testimonianza dei familiari, Antonietta Oliva e Bruno Vallefuoco, siamo giunti a raccontare la storia della legge 109\1996, quella che prevede il riutilizzo sociale dei beni confiscati.

“La storia di questa legge rappresenta una fetta importante della storia dell’Italia intera”. Queste le parole che hanno aperto l’intervento alla scorsa lezione di  Tatiana Giannone, membro dello staff nazionale di Libera.

Ed è proprio cosi. La legge sul riutilizzo sociale dei beni narra di un paese che ad un certo punto, critico e complesso della storia nazionale, ha scelto di combattere le mafie. E lo ha fatto grazie all’intuito geniale di Pio La Torre, il quale negli anni’80 ci aveva visto lungo. Per combattere le mafie bisogna colpirle in ciò che hanno di più caro: il patrimonio.

E cosi questi beni confiscati hanno rappresentato e rappresentano luoghi di impegno e nuovi modelli di sviluppo e di economia. Ma non solo questi luoghi posso ospitare il nostro impegno. Ci sono luoghi delle nostre città che non ci appartengono in misura individuale, ma collettiva e che possono rappresentare veri e propri motivi di riscatto sociale.

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