Dopo la decisione dell’Unità di Crisi della Regione Campania di lasciare ai sindaci la decisione sulla scuola arriva il commento del sindaco Festa

Scuola – L’Unità di Crisi della Regione Campania, riunita per esaminare l’evoluzione dei contagi in relazione al mondo della scuola, valutato il costante e crescente aumento dei casi registrati in tutte le fasce d’età, invierà a tutti i Prefetti e ai Sindaci il grave quadro epidemiologico regionale registrato, in termini generali, nonché in ambito scolastico, affinché si valuti per ogni singola realtà locale il necessario passaggio alla didattica a distanza fino alla fine del mese di febbraio.

Avellino - festa
Il sindaco di Avellino Gianluca Festa
Così il sindaco di Avellino Gianluca Festa: “I dati regionali non hanno consentito di assumere un provvedimento generale da questo punto di vista a me fa anche piacere perché non ho mai avuto problemi nell’assumermi la responsabilità, l’onere delle scelte e non a caso ho prorogato la chiusura delle scuole superiori preferendo la Dad. Anche perché in questo momento vista la condizione anche degli altri comuni della provincia di Avellino ho reputato necessario far continuare la Dad ed evitare la ripresa in presenza delle lezioni.

I dati sono contenuti e manca lo screening, al momento sia necessaria la Dad. Il comune ha acquistato 10.000 tamponi tempo fa, questa è una grande intuizione”.

Dalla manifestazione in memoria di Giovanni Palatucci di questa mattina sulla scuola ritorna anche il prefetto di Avellino Paola Spena.

“È evidente che sotto il profilo sanitario la competenza è dei sindaci, naturalmente andrà calibrata territorio per territorio e questo credo sia lo spirito. Ci sono realtà in cui la situazione dei contagi per fortuna è sotto controllo e ci sono realtà più complesse. Per l’Irpinia il discorso è da comune a comune, ciascun comune sulla base dei dati che ha sia sotto il profilo dei contagi e sia sotto il profilo dei luoghi in cui questi contagi si sono sviluppati. Abbiamo visto che in generale da noi il luogo è sempre un contesto familiare ed una occasione familiare più che scolastica e per questo i sindaci che sono le uniche autorità sanitarie potranno valutare”.

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