Serino, il racconto della festa dei nonni



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All’I.C. di Serino, straordinaria la partecipazione dei nonni alla festa organizzata in loro onore. Divertimento e commozione

I nonni, il filo conduttore con il nostro passato, ragione di orgoglio per il nostro presente. Oggi li festeggiamo. Anche la scuola li ha festeggiati, nei Comuni di Serino e Santa Lucia di Serino, in un toccante ed esaltante incontro, che li ha profondamente commossi.

Via le brutture, via tutto e spazio soltanto ad un unico ed avvolgente abbraccio. 

Ma dove e quando nasce questa ricorrenza? La Festa dei Nonni in Italia viene ufficialmente introdotta nel 2005, con la Legge 159. Certamente non a caso, perché il 2 ottobre ricorre la festa degli angeli custodi.

Eppure nasce negli Stati Uniti, su proposta di Marian McQuade, una casalinga madre di 15 figli e nonna di 40 nipoti; la figura dei nonni era considerata da Marian di assoluta rilevanza, nell’educazione delle generazioni più giovani.

I nonni sono indiscutibilmente una figura fondamentale per la nostra vita, uno scrigno saturo di esperienze ed insegnamenti; una sorta di arricchimento personale.

I nonni sono un bagaglio da portarci dietro; in quel bagaglio portiamo tutto quello a cui siamo maggiormente legati.

Oggi a Serino è stato come suggellare un rapporto affettivo che lega diverse generazioni. Ed è stato come riscoprire in quegli occhi, in ognuno di loro, dove affondano le nostre radici.

Giochi, balli, circuiti, attività didattiche laboratoriali organizzate: l’incontro di due genesi. Nell’aria c’era affetto, passione ed una originale forza emotiva sprigionata da una rara risorsa educativa, quali sono i nonni.

Nonni

Molto soddisfatta la Dirigente scolastica, De Donno Antonella, perché i suoi docenti sono riusciti a  predisporre con cura ed attenzione ogni attività, per lasciare un segno indelebile nelle menti di ognuno, piccoli e grandi.

– Ai nonni che giocano, ai nonni che hanno sempre del cibo a portata di mano perché può venirgli fame. A quelli che si sciolgono per un abbraccio.

Ai nonni sgridati dai figli perché viziano troppo, a quelli che il giorno dopo rifanno le stesse cose. Ai nonni che abbracciano, che ridono e si emozionano. Ai nonni che sono e saranno sempre nel cuore di figli e nipoti -. 

È così che sono stati accolti. A Santa Lucia di Serino si sono finanche raccontati, descrivendo la loro infanzia, sottoposti a domande e curiosità:

Cosa mangiavate voi da piccoli? Tu nonno andavi a scuola? Avevi il telefono? E come parlavi con le persone lontane? Andavi in Chiesa ogni domenica?

Pane ed olio o pane e zucchero, le merende di una volta, un tuffo nel passato ed un ponte tra passato e presente. Una merenda condivisa è il pezzo di una storia umile e semplice insegnata ai più piccoli.

È stata una festa straordinaria – ha dichiarato con entusiasmo la dirigente scolastica – che ancora una volta ha voluto evidenziare il progetto integrato che la scuola, le famiglie e le Istituzioni del territorio hanno siglato da tempo.

Oggi non è stata solo la festa dei nonni che c’erano. È stata la festa dei nonni che non ci sono più o che non potevano esserci. C’è stato chi ha dovuto immaginarsi un nonno o una nonna accanto perché un nonno o una nonna non ce l’ha più. E chi ha cercato le loro tracce nello sguardo o nelle mani segnate dal lavoro, di un altro o di un’altra. 

Personalmente credo che sia una grossa fortuna avere ancora un qualcosa di così grande ed insostituibile accanto. Una ricchezza che non si può leggere nei libri o ascoltare in una semplice canzone. No.

I nonni sono un qualcosa da vivere e se in quel tempo in cui li viviamo, riusciamo anche a rubargli lezioni di vita e storie, allora siamo ricchi sul serio. E chi non ha più questa fortuna può continuare a cibarsene attraverso tutto quello che a fatica sono riusciti ad insegnar loro. Ad Insegnar-ci.

Mi manca la Livorno che sai raccontare
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò
Non dormirò, non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò
Non dormirò, non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò
Non dormirò e non lo so. 

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