domenica - 5 Dicembre 2021
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    Serino, le castagne e l’odore del bosco

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    Grande affluenza di pubblico ieri sera a Rivottoli di Serino. Fogliame, ramoscelli, panari e virulera gigante: lo scenario per una Sagra che rinasce

    Grandissimo successo per la 43esima edizione della Sagra della castagna di Serino, ieri sera. Grande affluenza di pubblico e tanti apprezzamenti positivi per la Sagra più antica dell’Irpinia.

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    Un grande orgoglio per chi ci ha creduto, lavorando senza sosta ad un progetto che voleva fermamente far rinascere un’antica tradizione, nata proprio nel piccolo borgo di Rivottoli.

    Con fierezza, la Sagra della Castagna di Serino è tornata a nuova vita, ri – acquistando dignità.

    La scenografia era la rievocazione dell’ambiente naturale dove la castagna nasce, fino ad essere raccolta. La riproduzione di un bosco reale, con il suo profumo, le foglie sparse per terra, i ricci oramai marroni ed eccessivamente maturati. Una sorta di riscoperta della natura, una passeggiata silenziosa tra foglie e sentieri. Chi decide di camminare nel bosco è in cerca di una libertà diversa, una pace interiore. Ecco. Un intento riuscito.

    Si sentiva l’odore del bosco. Quello di legno umido, di muschio, di fogliame, qualcosa di smosso nel terreno. Il contatto con la natura, quel legame che abbiamo un po’ perduto per via della vita frenetica che ogni giorno conduciamo o a causa dell’eccessiva tecnologia che spesso prende il sopravvento.

    Ramoscelli e sacchi di iuta pendenti, cannistri, sporte, cesti e panari sospesi in aria; uno stile che ha il sapore di Canalarte, grazie anche alla collaborazione, quest’anno, dell’Associazione Canalarte con Laura Rocco e Franca Filarmonico; in sinergia con la Pro Loco di Serino, il cui presidente è Anna Rosaria D’Agostino, grazie all’intervento delle Associazioni Acas e Rivus, al prezioso contributo di Luigi Vitiello, presidente dell’Unione Regionale Cuochi della Campania, si è riusciti a formare una valida squadra che, con qualità, sagacia, intelligenza e voglia di fare, ha condotto ad una grande buona riuscita.

    E poi la virulera gigante, vera e grande protagonista della Sagra, posta di rimpetto alla Chiesa di Rivottoli e al grande Campanile; un’idea originale ed un tocco di eccellenza, che ha fatto da attrattiva e da scenografia.

    Tamburi, fischietti e canti dei Quebraidera, la prima batteria di percussioni brasiliane; musica popolare, canti antichi che si tramandano da generazione a generazione. E poi ancora Li sunaturi,  Nuovo Sud, Rosamarina Paisà, la Mascarata di Serino che si esibirà per le strade del paese a partire dalle ore 19 di questo pomeriggio, le esibizioni della Scuola di Tarantella Montemaranese e le band itineranti di organetti e fisarmoniche.

    Serino
    Quebraidera

    Oggi, a partire dalle ore 14 fino alle ore 24, lasciati andare fra sentieri battuti e inoltrati fra i boschi. Troverai certo qualcosa che non hai mai visto prima. Probabilmente si tratterà di una piccola cosa, ma non ignorarla. La strada è ancora lunga, in salita. Ma la via per il successo è oramai intrapresa. 

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