Serino, presentato ieri il libro sullo statista italiano Aldo Moro

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“Aldo Moro, il volto umano del diritto” di Franco Vittoria, è stato presentato ieri pomeriggio al Comune di Serino. Riflessioni e dibattiti 

Ieri pomeriggio, presso la Sala consiliare del comune di Serino, è stato presentato il libro Aldo Moro, il volto umano del diritto di Franco Vittoria,  con il patrocinio del comune. Sono intervenuti il sindaco di Serino Vito Pelosi, Antonio De Feo, Segretario Sezione PD Serino, Lorenzo Preziosi, Segretario Provinciale Giovani Democratici e Franco Vittoria, curatore del libro. Moderatore, Gianni Festa, direttore de Il Quotidiano del Sud.

“Occorre fare una riflessione seria – ha dichiarato il sindaco – su quello che viene meno nel contesto sociale. Oggi la politica ha perso il contatto con il cittadino. Io credo che la politica debba ritornare ad rappresentare i cittadini, e i Partiti devono tornare ad essere quello che rappresentavano una volta, cioè l’intermediazione tra il cittadino e le Istituzioni. Ricordando Aldo Moro si può capire molto l’attualità e  le sue problematiche.”

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Antonio De Feo ha sottolineato come sia forte l’assenza di punti di riferimento e di grandi personaggi nella nostra storia, che rappresenta una grandissima difficoltà. Una difficoltà di questo tempo, sottolinea, è proprio la mancanza di punti di riferimento e di persone che potrebbero rappresentare qualcosa che affascini.

“Tutti noi abbiamo uno slancio verso il bene comune e quando penso al bene comune, so che ho cercato tante volte una definizione il più possibile corretta. Per me resta di fondamentale importanza la “gaudium et spes” ( la gioia e la speranza)  del concilio vaticano II, promulgata da paolo VI, che è l’insieme delle condizioni della vita sociale che permettono al singolo e alla collettività di raggiungere la propria perfezione pienamente e velocemente. questa definizione di bene comune credo sia anche la definizione di politica del bene comune.”

De Feo ha, poi, sottolineato la dote di Aldo Moro, l’umiltà. L’umiltà con cui ha affrontato il suo percorso politico, in un tempo in cui tutto era imperfetto e la politica estremamente problematica. Ha spiegato l’importanza di capire come interpretare il nostro tempo, come Moro ha interpretato il suo tempo.

“Moro è l’uomo del già e del non ancora. È necessario tornare ad un umanesimo integrale, che ponga al centro l’uomo storico e concreto che aveva davanti agli occhi Aldo Moro.”

Gianni Festa si è collegato al discorso di Antonio De Feo, sull’Umanesimo integrale, sui valori e sul bene comune; un aspetto che collega la politica alla religione. Ha portato alla mente l’espressione di Aldo Moro “il tempo che viviamo“:

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Aldo Moro

“Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà.” (Aldo Moro )

Festa ha evidenziato come il nostro presente sia scandito da fallimenti e da una vergognosa incertezza. Ha preso, infine, la parola l’autore, che ha messo in risalto la straordinaria figura di Aldo Moro, come politico, accademico e giurista italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri, segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. Nonché filosofo del diritto.

“Occorre ricostruire un pensiero giuridico ed è necessario un pluralismo giuridico (il potere giuridico non risiede solo nello Stato, perché esso è solo una fonte del diritto). Bisogna prender parola. Prendere parola è un diritto ed un dovere. Se noi vogliamo ricostruire il paese, dobbiamo ricostruire lo stato. Già santi romano aveva parlato della crisi dello stato (Lo Stato moderno e la sua crisi). Romano aveva scritto: “gli uomini non vedono mai ciò che sta ad essi vicino e cade sotto i loro occhi”.