domenica - 7 Marzo 2021

Vaccino, oggi somministrate 1.815 dosi in Irpinia

Nella giornata di oggi 6 marzo 2021 sono state somministrate presso i Centri Vaccinali anti-covid dell’Asl di Avellino tot. 1.815 dosi di vaccino così...
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    Sgarbi al Goleto: verità periferiche

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    Sgarbi è stato l’ospite d’onore di un nuovo appuntamento al Goleto, organizzato dal Rotari Club. Durante il suo intervento è stato fin troppo diretto nella pesantissima invettiva al sistema dei finanziamenti regionali al turismo e alla cultura

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    Sgarbi, nella serata di ieri, lunedì 3 agosto, ha presenziato all’evento organizzato da e su Luca Pugliese, un’artista irpino sconosciuto ai più ma parte integrante dei salotti giusti. Intorno alle 20, Sgarbi arriva nello scenario del Goleto, imbandito dalle forze economiche del Rotari Club di Sant’Angelo dei Lombardi (AV). È frastornato, annoiato, interessato solo al suo cellulare. Eppure ascolta tutto quanto viene detto sul suo conto e sulla sua presunta “amicizia” con Pugliese.  E non tarda a sfatare tutte le millantazioni del caso.

    Prende parola scusandosi del clamoroso ritardo – ma era a Caserta in unproficuo colloquio con De Luca”, come da lui definito – ammettendo di sentirsi in colpa per averlo fatto in un luogo degno di ammirazione : “Mi scuso per il ritardo, questa era una delle poche aree d’Italia che non conoscevo, non mi aspettavo questa meraviglia romanica e post romanica”. Ammette di non conoscere le opere di Luca Pugliese, ma di aver colto il suo invito come occasione per visitare una parte d’Italia a lui sconosciuta.

    goleto
    Il Goleto

    Sgarbi ha continuato sottolineando come sia apprezzabile l’investimento e la ricostruzione post-terremoto – a cura di un frate (la Chiesa a volte opera davvero per il bene) e non dello Stato – dell’Abbazia irpina, ma non si stupisce di come e del perché sia poco conosciuta. La colpa è politica e statale, di un sistema mafioso che delimita gli interessi artistici con sovvenzionamenti centellinati per alcuni luoghi, con minori interessi di lucro, ad esclusivo appannaggio di altri fin troppo finanziati. Ecco allora l’accusa ai 16 milioni di euro al Giffoni, troppi, uno spreco, se si pensa che il resto della Campania, la regione più ricca di patrimonio artistico, che vive nell’incuria e nell’anonimato.  Poi aggiunge: “Cerchiamo di portare una parte dei soldi di Giffoni qui al Goleto e altri posti che meritano”. La Campania, regione per eccellenza dell’arte, è quella che ha minori investimenti e impieghi nel settore turistico, tuona Sgarbi fin troppo acuto nella sua analisi, dinanzi ad una platea di giovani e vecchi rampanti del Pd, di Forza Italia e dell’Avellino (e non dell’Irpinia) bene, poco attenti alla causa e più interessati all’evento glamour e alla presenza dell’irriverente critico d’arte.

    Rosanna Repole, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, comune di appartenenza dell’Abbazia del Goleto, ha definito Sgarbi come “testimone e ambasciatore dell’Alta Irpinia”, ma lo stesso critico ferrarese ha parlato di un “posto bello ma non conosciuto. Bello anche senza di me. Io sto apportando solo popolarità!”.

    Non sono mancate poi le accuse anche ad Expo e al Padiglione Expo Italia “il più brutto”. La parte più sentita a livello locale, espressione di una vacazione politica e di un’omertà popolare, arriva nel finale, quando Sgarbi ha affermato: “Ad Expo non c’è nessun Padiglione della Campania, ma solo un Padiglione Irpinia, che per carità attesta la scaltrezza di alcuni. Il Padiglione c’è ma dentro non c’è un cazzo”. In quest’affermazione Sgarbi attesta un gap-mafioso, che sfrutta l’importanza di un certo tipo di comunicazione, che non c’entra nulla con l’Arte e la Cultura, ma che attira gente e fondi: “È una cosa assurda, come se non esistessero il Cilento e tutte le altre realtà campane. Sarà l’effetto di De Mita per cui Napoli era l’Avellino marittima”.

    In ogni sua parola Vittorio Sgarbi ha dimostrato che nessun cachet può comprare il suo bisogno di verità e provocazione, e di aver colto, da esterno e oggettivo testimone,  il delirio della riscoperta e della ri-valorizzazione che ha colpito gli irpini e che li sta rendendo pedine di sistemi mafiosamente culturali e socio-economici. “Allora il Madre continuerà ad esporre opere che arrivano da New York e Francoforte, ma non di Napoletani”.

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