“A Silvia” di Giacomo Leopardi, lettura e riflessioni



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Carpignano – Secondo appuntamento con il ciclo di incontri letterari sui classici della letteratura italiana. Questa volta il prof. Donnarumma ha analizzato la poesia “A Silvia” di Giacomo Leopardi. “La vita non è poesia, ma una dura prosa”

 Dopo il successo del primo incontro con protagonista il Cantico delle Creature, il santuario di Carpignano ha ospitato il secondo appuntamento del ciclo di letture e riflessioni sui grandi classici della letteratura italiana a cura del prof. Gerardo Donnarumma, organizzato dall’associazione ‘Liberi Per Liberare’. Il testo analizzato nella serata di ieri, 22 novembre, è stata la poesia “A Silvia” di Giacomo Leopardi.

"A Silvia" di Giacomo Leopardi, lettura e riflessioni
“A Silvia” di Giacomo Leopardi, lettura e riflessioni

L’evento è stato presentato da Padre Nicola e Sonia Bruno, entrambi volontari presso il carcere di Ariano Irpino. Il loro impegno solidale, permette ai detenuti di poter oltrepassare il muro della discriminazione e della schiavitù attraverso il conforto, la fede e l’ascolto, o semplicemente grazie a un sorriso.

La parola è passata poi al sindaco di Grottaminarda Angelo Cobino, che ha definito questa iniziativa “bellissima ed interessante, in un momento storico in cui tutti abbiamo bisogno di rafforzare la nostra identità culturale e costruire un nuovo umanesimo.”

Subito dopo il prof. Donnarumma ha salutato la numerosa platea “alla maniera di Papa Francesco” e ha ringraziato Padre Nicola e i presenti per la sensibilità dimostrata verso la cultura, un bene sempre più svalutato dagli italiani.

La scelta del componimento leopardiano “A Silvia” non è stata casuale, ma ponderata e mirata al coinvolgimento di una vasta fetta di pubblico mediante il tema dell’adolescenza:

  • Le persone anziane, per potergli permettere, attraverso i versi, di regredire e ripercorrere gli anni che si sono lasciati alle spalle prima di ‘diventare uomini’.
  • I genitori che hanno figli adolescenti, per consentirgli di rivedersi nelle vicende familiari che legarono Giacomo alla sua famiglia, o distaccarsene.
  • Gli adolescenti, che prendendo esempio dal canto, avranno più cura nel non sciupare questa parte bellissima della loro esistenza, nonostante le evidenti difficoltà che essa comporta.

La poesia si apre proprio con il tema della rimembranza:

Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?

Leopardi viene scosso dal ricordo e dalla commozione per la morte della giovanissima Silvia, scomparsa a soli 21 anni a causa di una terribile malattia. Gli occhi della fanciulla, in tenera età, erano pieni di gioia, perché l’adolescenza è il periodo dei sogni, delle speranze, delle illusioni.

Ma il passaggio dall’adolescenza alla giovinezza crea un dissidio interiore tra la spensieratezza del presente e la paura del futuro, che tende a distruggere ogni possibile felicità.

Che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor? perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?

leopardiQueste domande diventeranno l’ossessione di Giacomo, fino a condannarlo a un pessimismo cosmico fatto di sogni infranti e speranze crollate. L’assenza di un ruolo sociale solido, di un lavoro, di un amore, determinarono la sua profonda solitudine. Intorno alla sua estrema sensibilità col tempo si creò solo vuoto e disperazione. E con lo studio “matto e disperato” non fece altro che prendere ulteriore coscienza del suo deserto, aumentando a dismisura anche il dolore derivato dalla mancanza di prospettive. Una sofferenza reale e attuale, rintracciabile nella necrosi del presente, che ha reso le nostre vite schiave del consumismo e dell’incomunicabilità.

Questa la sorte dell’umane genti?
All’apparir del vero
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.

Con la morte di Silvia perisce anche la speranza, e la poesia si chiude con lo sconforto del poeta per non aver saputo vivere e apprezzare l’adolescenza, di cui non resta altro che un freddo ricordo sepolto dalla disillusione della realtà.

In Silvia ritroviamo e piangiamo noi stessi.

  • G. De Robertis

A conclusione dell’incontro è intervenuto nuovamente Padre Nicola: “Tutte le istituzioni, a partire dalla famiglia e dalla Chiesa, hanno una responsabilità verso gli adolescenti. Bisogna ridare loro la speranza, anche quando la vita si trasforma in una lotta.”

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