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Attualità

Sliding Badges, il destino di una strisciata

Mario Vitucci

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Avellino, quando si tratta di criminalità, non si fa mancare nulla e così ha fatto nel seguire la “moda” degli “Sliding badges” e non solo

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Siamo giunti al quarto appuntamento con i remake in chiave avellinese di alcuni celebri film (Leggi QUI il terzo remake). Questa volta la scelta è ricaduta su un titolo particolarmente noto: “Sliding Doors” che vedeva come protagonista una giovane Gwyneth Paltrow. Nella nostra rivisitazione, a scorrere non sono le porte della metropolitana, ma c’è comunque di mezzo il destino di chi mette a repentaglio la propria persona, la propria carriera e la serenità della propria famiglia.

Il remake targato Avellino.zon lo abbiamo intitolato “Sliding Badges“. Anche loro, quelle piccole tessere di plastica adorne di una banda elettromagnetica, scorrono, strisciano negli appositi marcatori, attestando l’entrata e l’uscita dalla propria sede di lavoro. In Italia, dove spesso il crimine è perseguito come una moda, o dove probabilmente le indagini si estendono a macchia d’olio dopo un caso incipit, la piaga dei cartellini pazzi sembra inarrestabile. sliding badges

Da questo punto di vista, Avellino non ha esitato ad inserirsi nella fitta trama degli sliding badges. Far scorrere altri cartellini oltre il proprio, travisando decisamente il concetto di altruismo e promuovendo quella furbizia tutta italiana che sfocia nell’illecito, è diventata una prassi, una pièce che davanti alle telecamere di sorveglianza sembra assumere le fattezze del Grande Fratello. “Il Grande Fratello vi guarda” ci ricordava George Orwell nel suo romanzo “1984”.

Ed è proprio così, oggigiorno si sa, siamo perennemente e costantemente monitorati, ma con disprezzo della legge, del senso del dovere e della propria dignità di lavoratori, c’è chi ancora si sente in diritto di truffare uno Stato che, per quanto possa piacerci o meno, resta la nostra dimora.

In quest’ottica rientrano i furbetti del cartellino dell’Asl di Avellino che da marzo hanno cambiato il proprio destino per un gesto scellerato, per nulla paragonabile al caso insito nel destino della metropolitana di Helen. Il bilancio ha suscitato l’ira di tutti gli onesti lavoratori: 380 giornate di lavoro sottratte all’Azienda Sanitaria e così, tra medici, infermieri e dirigenti, si vedevano i dipendenti timbrare e abbandonare il posto di lavoro per intervalli di tempo inversamente proporzionali alla coscienza dell’individuo.

Nel procedere per similitudine, oltre ai protagonisti di “Sliding Badges”, Avellino ha vissuto altri casi di lavoratori che non apprezzano il grande onore di possedere un lavoro e finiscono per abusare del sistema Stato-Comune. Il caso più lampante è stato quello dell’ACS.

Insomma, per Avellino è stata una stagione all’insegna della corruzione e della cattiva furbizia. A noi non è dato sapere, come nel film originale, che destino avrebbero avuto i furbetti del cartellino se avessero rispettato con onestà il proprio incarico, però non è difficile immaginarlo. Non vale la pena barattare la propria serenità con la furbizia.

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Iscritto al corso di studi in Ingegneria Aerospaziale presso l'università "Federico II" di Napoli. Appassionato di musica e scrittura, passione coltivata grazie alla collaborazione con ZON a partire da marzo 2015.

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