Una società che uccide i propri alberi: accade ancora ad Atripalda



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Atripalda
Un cartellone comparso ad Avellino vicino ad un albero

Scomparsi nuovamente gli alberelli piantati dall’associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+ e Laika Project ad Atripalda: siamo tutti colpevoli

È accaduto di nuovo. Gli alberelli piantati dall’associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+ insieme a Laika Project, sono scomparsi. Era il 7 settembre quando l’iniziativa mondiale lanciata dal maestro Alejandro Jodorowsky, aveva riunito ad Atripalda ed Avellino, associazioni, cittadini e amministrazioni locali nel primo rito di piantumazione comune.

Pochi giorni dopo, la triste scoperta: l’alberello di Thuja posto nella Piazzetta degli Artisti di Atripalda era scomparso (qui). Dopo l’indignazione iniziale, le associazioni e Nancy Palladino, assessore del Comune di Atripalda, si erano detti pronti a ripiantare nuovi alberelli, confidando in una comunità capace di prendersi cura del bene comune. Il 13 ottobre erano stati piantati dei nuovi alberi, circa 40 persone avevano partecipato al rito, condividendo un gesto diventanto simbolo di umanità.

Atripalda
Scomparsi gli aberelli piantati il 13 ottobre ad Atripalda

 

Eppure c’è qualcuno a cui quest’umanità manca. Dopo due settimane al posto di quegli alberi è rimasto un buco, nient’altro che un buco, come a ricordarci di una piaga che a poco a poco, inietta veleno nelle viscere del nostro pianeta. Sembra un paradosso, eppure accade anche ad Atripalda, un piccolo comune della così detta “verde Irpinia”. Quella stessa Irpinia che difende le proprie radici e un passato fatto per lo più di contadini. Quella stessa Irpinia in cui è ancora vivo il rapporto con i frutti della terra, che si rinnova puntalmente ad ogni sagra.

Tutto ciò spinge ad una riflessione necessaria. Al di là di un gesto che porta con sè mille domande ed interpretazioni, siamo dinnanzi ad un reato che affonda le proprie radici in un problema più grande, di respiro mondiale.

Abbiamo un grosso problema in una società in cui alcuni soggetti si sentono in diritto di poter sdradicare un albero e portarlo via, chissà dove. Abbiamo un grosso problema se in una società che sta tentando di far fronte ad un decadimento, qualcuno se ne frega o addirittura ostacola le azioni riparative degli altri. Abbiamo un grosso problema in una società dove esistono adulti pronti a puntare il dito contro i giovani che scendono in strada a rivendicare il proprio futuro. Abbiamo un grosso problema in una società in cui rappresentati delle istituzioni, politici e gente comune si fanno beffa di una ragazzina svedese, colpevole di aver risvegliato le coscienze su un problema che da anni conosciamo.

I cambiamenti climatici non sono un gioco. I cambiamenti climatici non sono meme da postare sui social. I cambiamenti climatici non dovrebbero farci ridere, nemmeno per un secondo. La paura di non poter controllare qualcosa più grande di noi, ci ha portato ad un atteggiamento di scherno ed indifferenza. È più semplice pensare che siano balle, complotti, mode del momento invece di domandarsi cosa potremmo fare nel nostro piccolo. È più semplice dare la colpa agli altri invece di tentare, giorno dopo giorno, di modificare le nostre abitudini.

Una società che uccide i propri alberi è una società senza futuro.  Se ad Atripalda c’è qualcuno che continua a sdradicare alberi appena piantati, perché non conosce il valore di un albero, siamo tutti colpevoli. Siamo colpevoli quando chiudiamo gli occhi, siamo colpevoli quando un familiare getta una cartaccia fuori dal finestrino della macchina e noi non diciamo niente, per evitare polemiche. Siamo colpevoli quando un amico posta su Instagram uno dei tanti meme su Greta Thunberg e noi ne ridiamo, oppure restiamo in silenzio, per evitare di essere “pesanti”.

Avellino, Global Strike for future
Avellino, Global Strike for future

Non basta aspettare grossi interventi da parte dei governi, se in primis non siamo capaci di sviluppare una coscienza civica comune. Ognuno di noi, soprattutto i più fortunati, quelli che hanno la possibilità di leggere ed informarsi , abbiamo il dovere di aiutare gli altri ad aprire gli occhi. Basterebbe partire dalle proprie famiglie, dai propri amici, dal nostro piccolo per dar vita ad un cambiamento. Basterebbe non farsi gli affari propri – perché in fondo poi questi sono affari nostri – ed educarci a vicenda per salvarci.

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