Stir di Pianodardine, ricorso al Tar contro il progetto d’ampliamento



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Stir di Pianodardine, dopo il sequestro ricorso al Tar contro il progetto d’ampliamento delle sue funzioni. Il PRC lotta al fianco dei comitati

Il sequestro dello Stir di Pianodardine eseguito dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, perché causa d’inquinamento ambientale, conferma indiscutibilmente quanto da troppo tempo denunciano le associazioni ambientaliste della Valle del Sabato, quell’impianto gestito da IrpiniAmbiente inquina, quindi il progetto d’ampliamento delle lavorazioni voluto dalla Regione Campania e sostenuto dalla Provincia di Avellino è inadeguato.

Alla luce dei fatti riteniamo irresponsabile l’atteggiamento dei Sindaci, infatti, a oggi, non hanno assunto l’unico atto concreto da fare, impugnare al Tar il decreto regionale di ampliamento delle funzioni dello Stir. Oltremodo invitiamo le autorità competenti a intervenire al fine di verificare per quale ragione non sono resi noti i dati dell’ARPAC concernenti il livello d’inquinamento dell’area interessata. Inoltre, pensiamo quanto mai necessaria la redazione del registro tumori considerato il drammatico ed evidente aumento di patologie tumorali. A tal proposito confermare massimo impegno della federazione provinciale di Rifondazione Comunista, sollecitiamo le compagne e i compagni della Valle ad assicurare il massimo impegno al fianco dei cittadini e delle associazioni che si battono per la tutela ambientale e della popolazione.

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