Strage di Acqualonga, i periti di Autostrade portano in tribunale la loro tesi



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Strage di Acqualonga, per i periti di Autostrade la corrosione dei tirafondi non ha influinto sulla resistenza

Strage di Acqualonga – In Tribunale parlano i periti di Autostrade: “La corrosione dei tirafondi non ha determinato la resistenza della barriera”.

Attraverso una serie di slide, il professore Marco Boniardi del politecnico di Milano si è interessato sul fenomeno di corrosione che ha interessato i tirafondi e ha sostenuto l’imprevedibilità di ciò che è accaduto.

Non sarebbe stato mai stato osservato in precedenza un tale episodio, ha affermato il tecnico dinanzi al giudice Buono. Nell’aprile 2009, anno dei lavori di somma urgenza che hanno interessato due delle campate del viadotto, il fenomeno non sarebbe stato ancora innescato e secondo Autostrade non poteva essere rilevabile.

Sempre a sostegno della difesa, il professor Lorenzo Domenichini ha confermato e sostenuto che gli ancoranti del viadotto Acqualonga avevano idonee caratteristiche di protezione.

Strage di Acqualonga

Il reale fenomeno di corrosione sarebbe stato causato da qualche imprevedibile aggravante a carico di alcuni degli ancoranti. Tale fenomeno non essendo noto e non riportato in alcun testo, secondo i periti di Autostrade non era prevedibile.

In più l’attività di monitoraggio dei tecnici, svolta con procedure di controllo visivo della barriera e degli ancoranti, non avrebbe evidenziato una perdita di funzionalità degli stessi.

Certo sarebbe il caso di chiedersi se un controllo visivo possa bastare a determinare la funzionalità di una barriera di un cavalcavia autostradale con uno strapiombo di 30-35 metri.

Il punto su cui verte la difesa di Autostrade è, quindi, che il fenomeno di corrosione riscontrato non ha avuto alcuna incidenza causale nella caduta del bus. Le barriere in opera sul viadotto sarebbero state adeguate ed idonee e conservavano capacità di contenimento anche superiori a quelle richieste dalla normativa. La responsabilità dell’evento non sarebbe ascrivibile all’infrastruttura autostradale, ma va ricercata altrove.

Imprevedibilità ed eccezionalità sono le armi sfoderate dalla difesa, ora toccherà mercoledì 31 gennaio al Capo dei pm avellinesi Rosario Cantelmo e all’ingegnere tecnico Alessandro Lima controinterrogare i consulenti.

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