Avellino: la voce dei familiari delle vittime della strage di Acqualonga stamane davanti il tribunale

Stamane, davanti il tribunale di Avellino, i familiari delle vittime dell’autobus precipitato il 28 luglio 2013 sul cavalcavia autostradale di Acqualonga hanno manifestato per chiedere “Giustizia per i nostri angeli”.Avellino

Davanti gli striscioni, al megafono la voce determinata di Maria Loffredo, figlia di una delle 40 vittime e Giuseppe Bruno, Presidente dell’Associazione nata per tutelare i loro familiari.

A distanza di ben 4 anni dalla strage e a soli due anni dal processo, ancora non sono deterninate responsabilità per quanto accaduto.

Come dichiarato da Maria Loffredo, ancora oggi la società Autostrade per l’Italia chiama altri testimoni per avvalorare la tesi che le barriere di quel tratto autostradale che ricordiamo ricade nel territorio di Acqualonga, Monteforte irpino, non necessitavano di riqualificazione.

Ma se quelle barriere erano a norma, come mai si chiede Maria, hanno ceduto quando l’autobus con a bordo 40 persone aveva un peso che non superava di gran lunga il peso previsto? Come mai, se quel tratto non necessitava di riqualificazione, dopo la strage sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione lì come in tutti i tratti di autostrade con cavalcavia e barriere ancora non messe in sicurezza?”.

Quante di quelle barriere in tutta Italia non sono a norma? Perchè aspettare che si verifichino stragi come quella di Acqualonga” per prendere provvedimenti che dovrebbero essere di ordinaria manutenzione per la sicurezza di tratti viari che ricordiamo sono a pagamento?

Ricordiamo che in quello stesso tratto si sono estesi limiti di velocità molto bassi (80km) dopo la riapertura del cavalcavia, per ben 10 km fino all’altezza di Baiano.

I familiari delle vittime a voce alta stamane davanti a Forze dell’ordine, Magistratura, cittadini e organi di stampa hanno chiesto giustizia per i loro familiari e per una condizione che accomuna tutta l’Italia: l’occultamento della verità dei fatti ed il tentativo di sottrarsi sempre alle responsabilità attraverso i cavilli normativi.