Taccone: «A settembre entra il nuovo socio. Pronto a cedere l’1% delle quote ai tifosi»

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Taccone

«Si tratta di un gruppo molto forte. Gli imprenditori irpini, invece, si sono come sempre defilati. La pace con i tifosi farà bene» ha sentenziato Taccone

Nel tardo pomeriggio di ieri, il presidente Walter Taccone ha fatto il punto della situazione uscendo dallo studio del notaio Massimo Giordano, in via Mancini, dopo aver effettuato la ricapitalizzazione della società per oltre due milioni di euro.

Questo il suo commento a caldo, dopo la lunga riunione per completare l’iter burocratico: «Abbiamo avuto le garanzie giuste dal gruppo che deve entrare come partner, quindi per adesso abbiamo sottoscritto il capitale da soli, con l’aiuto di qualcuno, che però per il momento è ancora nell’ombra, cercando di mettere in evidenza tutta la propria forza economica sotto il profilo di azioni ed altri titoli di questo tipo; quando sarà pronto, si farà vivo e concretizzeremo l’operazione in tempi accettabili, per noi è un buon cliente e sarà anche un ottimo socio, probabilmente; devono monetizzare questi titoli, si tratta di un gruppo molto forte che sta facendo delle operazioni finanziarie, sicuramente ci incontreremo di nuovo per fare un’unione proficua per il futuro dell’Avellino.

Insisto, abbiamo fatto quello che dovevamo fare, non c’erano alternative; oggi come oggi, i nostri amici irpini (si riferisce ironicamente agli imprenditori locali, ndr) si sono come sempre defilati: tutti, dal primo all’ultimo, e quindi, inevitabilmente, per iscrivere la squadra bisognava fare qualcosa di importante, l’abbiamo fatto anche con l’aiuto di persone esterne che ci hanno dato delle idonee garanzie, per cui abbiamo optato per questa sottoscrizione; in realtà, da questa situazione non nasce niente di nuovo per il momento, ma è foriera di buoni successi per il futuro. Attualmente  non c’è nessuno, stiamo aspettando questa grossa azienda, che lavora anche nel campo sanitario facendo delle strumentazioni per alcune patologie croniche e, quindi, potrebbe essere davvero interessante sposare finalmente il calcio con la sanità».

Sulle tempistiche relative al nuovo ingresso di questa multinazionale americana: «Si potrebbe concretizzare tutto in un paio di mesi, come ha detto Gaetano Tedeschi la strada è molto ben spianata, quindi a settembre avremo qualcuno che ci potrà dare una mano».

Taccone
Gaetano Tedeschi

Il patron Taccone ha anche annunciato delle novità per la definizione del prossimo CdA, dichiarandosi fiducioso sull’indagine della procura che lo vede coinvolto: «Certamente faremo un cambio, perché è giusto che sia così; collaboreremo con persone esperte di bilancio e di attività imprenditoriali.

L’inchiesta non mi preoccupa, perché sono certo di non aver fatto niente, anzi ne approfitto per lanciare un appello a tutti: preferirei che queste cose venissero svolte nelle sedi opportune, comunque siamo convinti di non aver fatto niente di illecito».Taccone

Il massimo dirigente irpino si è soffermato, infine, sull’incontro chiarificatore avvenuto con gli esponenti principali della tifoseria biancoverde: «I supporter hanno capito bene il sacrificio che è stato fatto quest’anno, ne ho parlato con alcuni rappresentanti della Curva Sud e ho detto loro, con chiarezza, come stavano le cose, per cui sono rimasti favorevolmente colpiti dalle mie parole; noi non abbiamo mai chiuso i rapporti, senza di loro non andiamo da nessuna parte, abbiamo bisogno del pubblico, è fondamentale per noi, per i successi sportivi, per il botteghino, per l’entusiasmo che riescono a dare; ci siamo guardati negli occhi, dicendoci vicendevolmente la verità. Questa pace farà bene all’Avellino, i sostenitori hanno diritto a contestare se le cose non vanno bene e ad esprimere i propri pareri, mi devo necessariamente accollare i rimproveri. Sono pronto anche a cedere loro l’1% delle quote, credo che riusciremo a concretizzare ciò per dare un ennesimo valore di trasparenza alla nostra condotta, in modo tale che possano verificare quello che noi facciamo e capire meglio quali sono le difficoltà della gestione di una squadra di Serie B».