lunedì - 18 Gennaio 2021

L’impegno del Gal Ats Aisl per costruire connessioni virtuose

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    “Te (ed) Io”, il teatro all’epoca del Covid

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    Portare il teatro nelle nostre case, questa la sfida degli attori Gianmarco Crò e Rausy Giangarè, che apriranno i sipari in streaming il 27 dicembre

    Se la gente non può sedere in teatro, allora sarà il teatro ad andare a casa della gente. Questa la sfida che ha voluto affrontare il regista e attore teatrale Gianmarco Crò, affiancato dall’attrice Rausy Giangarè. Il prossimo 27 dicembre, infatti, andrà in scena presso il “Teatro delle Muse” di Roma lo spettacolo “Te (ed) Io“, scritto dallo stesso Crò. Sarà possibile assistere alla rappresentazione teatrale comodamente seduti sulla poltrona di casa, sfruttando queste particolari festività per godere di una simpatica commedia e per supportare la creatività di questi due giovani e caparbi attori. Si può ottenere il link allo streaming, che partirà alle ore 20.00 del 27 dicembre, con un’offerta libera, a partire da cinque euro (Clicca qui per acquistare il biglietto).

    L’Intervista

    • Gian Crò, come nasce il progetto “Te (ed) Io“?
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    “Nasce soprattutto dalla voglia di non stare fermi, nonostante il periodo, di non mollare mai. Dietro uno spettacolo del genere, oltre me e l’attrice, che siamo esposti in prima persona, ci sono altre persone che lavorano dietro. Alle riprese e al montaggio c’è stato Adriano Murolo, come secondo operatore Alessandro Guerriero, come fonico in presa diretta Alessandro Colaninno e in produzione lavorano con me Lidia Nigro Cogliano e Aniello Nigro Cogliano. Ci tengo a ricordare che è un progetto di squadra, quindi è anche giusto rendere merito a loro”.

    teatro
    Gianmarco Crò

    • Come e dove potremo assistere allo spettacolo?

    “Abbiamo creato un sito dedicato dove chi ha effettuato la donazione tramite il link PayPal, il giorno 27 dicembre, riceverà una mail con il link dello streaming. Solo le mail autorizzate potranno effettuare l’accesso e la password sarà fornita da noi il giorno dello spettacolo. Il link rimarrà attivo dalle ore 20.00 alle ore 23.00, per dare la possibilità a chiunque non si collegasse in tempo di vedere lo spettacolo per intero e non perdere neanche un minuto”.

    • Per te Rausy, invece: cosa hai pensato quando sei stata coinvolta in questo progetto?

    “Ho pensato che, in una situazione così, non potevamo restare immobili e, insieme a Gianmarco, abbiamo deciso di creare comunque qualcosa, per non fermare l’arte che è in noi e poterla trasmettere in modo diverso al pubblico”.

    teatro
    Rausy Giangarè

    • Cosa si prova a recitare in un teatro vuoto?

    “Tanta tristezza, perché avremmo voluto condividere questo progetto con il pubblico dal vivo, ma siamo comunque fiduciosi per lo spettacolo che andrà in onda in streaming!”.

    • “Questo spettacolo giunge al termine di un anno difficilissimo per voi professionisti dello spettacolo. Ad entrambi chiedo: cosa vi augurate e quali sono i vostri desideri per il 2021?”.

    Gianmarco Crò: “Onestamente sarebbe banale e scontato dire che mi aspetto qualcosa per il mio lavoro. Ovviamente mi auguro di ripartire quanto prima col pubblico. Lo streaming è semplicemente un modo per non far dimenticare alle persone che noi esistiamo. teatro c’è, non può e non deve morire, non deve svanire nel dimenticatoio. Per questo ci ho tenuto molto a fare anche questo spettacolo in un teatro e non altrove. Il desiderio è quello di vedere gli occhi sorridenti delle persone, perché ultimamente è molto difficile captare questo sentimento. Spero che troneremo tutti alla nostra vita, non solo noi dello spettacolo. Ci sono tante persone che stanno soffrendo, che sono a casa senza lavoro e hanno tanti altri problemi. Noi facciamo parte di questo insieme, quindi dobbiamo rimboccarci le maniche e trovare soluzioni alternative, vincenti e compatibili col momento”.

    Rausy Giangarè: “Mi auguro che il 2021 possa essere un anno più sereno e un nuovo inizio per tutti. Questo è il mio desiderio più grande!”.

    Non ci resta che supportare questi artisti e accogliere il regalo che ci hanno fatto per queste malinconiche vacanze di Natale. Il titolo della commedia gioca sulla parola “tedio”, quel senso di noia che tanti di noi hanno provato e continuano a provare in tempo di pandemia. Non è una noia percepita come fastidio, ma come senso di perpetua impotenza di fronte agli imprevedibili eventi di questo 2020.

     

     

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