Terremoto in Irpinia nella notte

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terremoto

La terra torna a tremare in Irpinia. Terremoto tra le 22 e le 24 con una scossa di magnitudo 2.1

Nella notte nel territorio della provincia vi sono state due scosse di terremoto, una alle 22.11 e la seconda a distanza di due ore esatte, alle 00.11, entrambe di magnitudo 2.1 della scala Richter. L’epicentro è stato individuato a Castelfranci.

L’evento sismico è stato registrato ad una profondità di 10 km.

Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma ed è stato registrato con coordinate geografiche (lat, lon) 40.93, 15.04 ed ha interessato i comuni di Castelfranci, Montemarano, Paternopoli, Castelvetere sul Calore, Villamaina, Torella dei Lombardi, Nusco, San Mango sul Calore, Cassano Irpino, Luogosano, Gesualdo, Lapio, Fontanarosa, Frigento e Montella, Rocca San Felice, Chiusano di San Domenico, Taurasi e Sant’Angelo dei Lombardi.

epicentro
Terremoto in Irpinia nella notte

Si è trattato comunque di un evento sismico molto debole. Della stessa lieve intensità sono stati registrati dalla Sala Sismica INGV-Roma altre piccole scosse lungo la penisola, come nella zona di Pesaro e Urbino.

La scossa è stata appena avvertita da una piccola porzione della popolazione locale.

L’Irpinia, è risaputo, è una zona a rischio sismico. Il disastro del 1980 avrebbe dovuto sensibilizzare chi è preposto ai controlli e alla sicurezza dei cittadini, ad adottare tutte le misure preventive del caso.

I terremoti, come ci ricordano gli esperti, non si possono prevedere ma guardando questi dati sembrerebbero verificarsi con una certa periodicità. Si potrebbero attuare misure preventive per ridurre le conseguenze che potrebbero avere sulle nostre vite.

Molte cose si potrebbero imparare dai Giapponesi che convivono quotidianamente con tali catastrofi. L’ultimo terremoto, che ha scosso il Giappone l’11 marzo 2011, ha avuto magnitudo 9.0 con epicentro in mare a pochi km dalla costa, è stato il più potente sisma mai misurato nel paese nipponico. La gran parte delle vittime furono causate non dal terremoto, ma dal conseguente tsunami. Le tecniche costruttive moderne hanno permesso agli edifici di non collassare e i cittadini sono anche preparati ad affrontare questi tipi di eventi.

L’Italia, nonostante sia il paese a maggior rischio sismico in Europa, non ha adottato gli stessi criteri per difendere la popolazione da un eventuale catastrofe naturale come i Terremoti. Successivamente al sisma del 1980, le tecniche costruttive sono molto migliorate ma restano ancora molti edifici, sia privati che pubblici, completamente inadeguati dal punto di vista sismico.