Un terremoto è per sempre



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Abbiamo pensato di raccontare il terremoto del 23 novembre 1980 con uno speciale per capire e per far capire la tragedia con i racconti di chi c’era e di chi l’ha sentito solo nominare  

Dopo gli eventi di ieri nel ricordo del Terremoto del 23 novembre 1980 in tutta l’Irpinia, siamo arrivati a una considerazione che è quella che quest’evento ci segna da 37 anni in tutta Italia. L’Irpinia è conosciuta soprattutto o soltanto per quei secondi di tragedia di tanti anni fa che chi scrive non ha vissuto, ma l’ha sentito raccontare, per fortuna.

Il terremoto qui ci ha segnati, ci ha consegnati all’Italia come “terremotati” e niente più. Dopo 37 anni ancora una volta il ricordo è stato amplificato dagli eventi, forse troppi, ma l’unica cosa che ancora non si è pensata di fare è quella di modificare il ricordo con l’investimento in qualcosa di più grande e produttivo.

La terra, la mia terra, resta ancora quella del terremoto dell’80, sono cambiate molte cose è certo e ne sono nate altrettante, ma tutto rispecchia un po’ una situazione di stallo che è soffocante, frutto della mentalità di noi irpini. 

Il Nostro Specialeirpinia

Ad ogni modo Avellino.Zon ha cercato di raccontare nel suo Speciale Terremoto qualcosa che non ha vissuto, essendo una redazione giovane, ma mettendo insieme il ricordo e la realtà. Il ricordo espresso dagli eventi e dalle commemorazioni religiose, ma anche dai racconti di Teresa, Luisa e Carmine documentati da Margherita Vistocco.

La realtà raccontata invece da Mario Vitucci nel suo articolo che ci mostra come ancora una volta dobbiamo tenere i piedi per terra: “Senza ombra di dubbio dal 1980 ad oggi, le moderne tecnologie edilizie hanno fatto fare qualche passo in avanti anche in Irpina, ma non dobbiamo dimenticarci dell’adeguamento e della manutenzione degli edifici più datati o storici. Soltanto prendendoci cura del nostro territorio e con un’edilizia responsabile possiamo vivere più serenamente la natura dell’Irpinia”.

E poi ancora il post terremoto nell’articolo di Maria Carmen Fumiento, un fiume di soldi che andarono altrove, ma di certo non Irpinia che ha comunque avuto, per quello che era nelle proprie forze, la forza di rialzarsi.

Lo abbiamo raccontato così: mettendo insieme anche gli eventi di Lioni, Montella, Mercogliano, Teora e Ariano Irpino, ma più che il ricordo si dovrebbe anche fare e cercare di far ricordare una terra non solo per il terremoto, ma anche per l’ingegno di una terra morta e risorta troppe volte ormai.

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