Travis: “I miei versi contro questo sporco mondo”

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Travis giovane irpino con la passione per il rap insegue il suo sogno facendosi largo tra un mondo che gli sta troppo stretto

 La nostra rubrica Talenti d’Irpinia oggi ci porta a scoprire il mondo di Travis, giovane irpino con la passione per il rap.

Ventiquattro anni e tanta voglia di fare, Travis giovane ribelle, fa della musica una via di fuga dalla realtà odierna.

Cresciuto nella realtà atripaldese con sogni e ambizioni tra le mani, Travis comincia a fare rap giovanissimo, scontrandosi per caso con una realtà diversa da quella in cui era abituato a vivere. Da quel momento Travis cresce sicuro e forte, trovando accanto a sé un’alleata per la vita: la penna con la quale scrive i suoi versi.

  • Da dove proviene la tua passione per il rap e cosa ti ha spinto ad intraprendere quest’avventura?

Tutto è nato durante un viaggio a Parigi, avevo solo 12 anni e girando per la capitale francese mi sono imbattuto in un gruppo di ragazzi che stava facendo freestyle. Ammaliato dal ritmo, dalle movenze e dal modo di vestire, una volta tornato a casa, ho ascoltato per la prima volta “Encore” di Eminem, innamorandomene immediatamente.

  • Come descriveresti i tuoi brani e il tuo stile musicale?

Bella domanda…Non riesco a descrivere i miei brani, ognuno è diverso e cambia in base dello stato emotivo in cui mi trovo. Per quanto riguarda il mio stile, ho sempre uno stampo americano quando mi approccio ad un beat, amo la hit da club più che il pezzo “impegnativo”.

  • A breve verrà rilasciato il tuo ultimo lavoro Stay Gold Vol. 2, cosa puoi rivelarci e cosa dobbiamo aspettarci al riguardo?
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Stay Gold Vol. 2

Posso anticiparvi che usciranno altri due video prima del rilascio ufficiale del Mixtape, scaricabile in freedownload sulla pagina Rappuzi. Aspettatevi un Travis più maturo rispetto ai precedenti lavori “Stay Gold” e “0825 Mixtape”.

Non vi resta che attendere e scaricare!

  • Il primo estratto del Mixtape, “Lo Sfogo” è una critica alla società in cui viviamo, dove ognuno è sempre pronto a puntare il dito contro l’altro e un giovane che cerca di realizzare il proprio sogno è visto con un certo scetticismo. Come si superano le “malelingue” e cosa ti senti di aggiungere al riguardo?

Le “malelingue” si superano con l’indifferenza; cercheranno sempre di ostacolarti e di farti sentire inferiore, tu ignorali ed insegui il tuo sogno. Il mio incubo peggiore sa qual è? É arrivare a 50 anni con l’amaro in bocca, provarci non costa nulla!

  • Chi sono invece le persone che ti supportano fin dal tuo esordio e quanto la loro vicinanza è stata decisiva per le tue scelte?

Chi mi supporta dal giorno ZERO, fa anche parte del mio collettivo (Apphole) e sono: “O’Crime & Lowah” e poi ci sono i miei genitori, che nonostante le divergenze mi appoggiano sempre e cercano di non farmi mai mancare nulla. La loro vicinanza è fondamentale!

  • Ogni artista fa della sua vita la prima fonte di ispirazione, in che modo pensi che le esperienze vissute influiscano sui testi che scrivi?

Le esperienze vissute sono la maggior fonte di ispirazione, nei miei testi c’è sempre un riferimento a ciò che ho vissuto o a ciò che ho visto. I ragazzi che oggi iniziano a fare rap tentano di emulare altri artisti già affermati, tagliandosi automaticamente le gambe.

  • A quale brano senti di essere più legato e per quale motivo?

travisIl brano al quale mi sento più legato è “Sono un sognatore” (qui), fa parte di Stay Gold. É un pezzo a cui tengo molto perché lo cantavo sempre con un mio caro amico che adesso non c’è più…

  • Cosa puoi dirci riguardo la tua esperienza nel mondo dei Talent – show e come secondo te, negli ultimi anni, è cambiato il modo in cui il rap viene considerato in Italia? 

Partecipare ai casting di Xfactor è stata un’esperienza molto positiva; nei talent vieni a contatto con artisti di tutti i generi, ti rendi conto di quali siano realmente i tuoi limiti e puoi allacciare molti contatti.

Il mainstream è cambiato, il rap ormai è una garanzia, lo ascolta sia il ragazzino di 10 anni che la persona più anziana. L’altro giorno ero da mio nonno quando mi ha consigliato di fare un pezzo come Fedez! *ride*

  • “Lo faccio per me, lo faccio per voi” credi che la musica sia uno strumento valido per poter cambiare in qualche modo la società in cui viviamo?

Ovviamente. Il rap nasce come parte di un movimento culturale chiamato “hip hop”, nei ghetti americani, proprio per denunciare lo stato di malessere che li circondava.

Col tempo questi valori si sono un po’ persi, ma ognuno nel suo piccolo, può contribuire a cambiare questo sporco mondo che ci vuole vedere a terra!

Non vi resta che restare sintonizzati con il rap di Travis e seguirlo sulla sua pagina Facebook (qui).