martedì - 13 Aprile 2021

Coronavirus, altri 91 nuovi casi di positività in provincia. Ecco dove

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    UIL: “OSPEDALE DI SOLOFRA. SERVIZIO SANITARIO NEGATO”

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    Nella provincia di Avellino e in particolare per l’Ospedale di Solofra, si assiste all’ennesima farsa in materia di Sanità, afferma la Uil 

    UIL – “Successivamente all’ emanazione del decreto 29 nel 2018 da parte del Presidente della Regione Campania che prevedeva, ricordiamo, l’accorpamento dell’Ospedale Landolfi di Solofra all’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino, NULLA di buono è stato fatto, sia da parte della precedente direzione strategica sia da quella attuale.

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    Con la prima ondata dell’epidemia da coronavirus, la UILFPL, scontrandosi anche con
    qualche Dirigente dell’Azienda Ospedaliera e grazie alla caparbietà e impegno dei propri
    dirigenti sindacali, era riuscita a mantenere il Landolfi “covid – free”, garantendo così
    un aiuto prezioso alla struttura di c.da Amoretta: il temporaneo trasferimento
    dell’attività della Breast Unit e, finchè è stato possibile, l’attività delle varie branche
    chirurgiche hanno continuato a garantire gli interventi delle liste d’attesa e le urgenze.
    Purtroppo nella seconda ondata si è assistito alla scelta sciagurata di convertire l’intero
    Presidio Ospedalero in un Covid-Hospital di addirittura 40 posti letto….. A causa di ciò si
    è assistito allo smantellamento repentino dei reparti di Chirurgia Generale, Ortopedia,
    Ginecologia e Pediatria. Furono proferite solenni promesse di procedere nel frattempo
    alla realizzazione dei famosi “lavori di ristrutturazione” che avrebbero permesso la
    ripresa delle attività già durante laddove possibile e al termine della pandemia.

    La UIL FPL ritiene non piu’ procastinabile la programmazione dei servizi che
    dovranno essere assegnati all’Ospedale di Solofra, ripristinando parte dei reparti e delle attività preesistenti . Il decreto della Regione Campania nel sancire l’accorpamento dei due Plessi Ospedalieri aveva lo scopo di potenziare e migliorare e non certo di RIDURRE il servizio sanitario nè per la popolazione irpina nè per la popolosa area comprendente le comunità di Serino, Montoro e Solofra e Valle dell’Irno.

    La popolazione deve poter ricorrere alla Struttura Sanitaria Pubblica e quest’ultima
    da parte sua deve rispettare la sua denominazione di Azienda di Rilievo Nazionale
    offrendo alla cittadinanza un servizio efficiente e rapidamente fruibile: diventa
    quantomai urgente l’inizio di quei lavori di ristrutturazione dell’immobile già oggetto di
    finanziamento da parte della Regione Campania.

    A causa della riduzione dei posti letto, disposta dal Piano Sanitario Regionale, della
    seppur oberata ma in alcuni settori inesistente sanità territoriale, si auspica pur nella
    diversificazione dei servizi tra c.da Amoretta di Avellino ed il Presidio di Solofra , la
    realizzazione rapida di un nuovo modello organizzativo, incentivando i servizi alternativi.

    In considerazione della presenza presso il Presidio di Solofra del Servizio di
    anestesia e radiologia, si ritiene necessario riattivare immediatamente l’attività del
    Blocco Operatorio: la lunghezza delle liste d’attesa ben giustifica di procrastinare i lavori
    di ristrutturazione delle sale operatorie, perfettamente funzionanti fino a qualche mese
    fa; l’istituzione della attività di “DAY SURGERY” e la ripresa della chirurgia
    ambulatoriale porterebbe alla riduzione delle liste di attesa, alla riduzione delle lunghe
    spossanti degenze in ospedale, dando respiro ai reparti del presidio di Avellino,
    notoriamente in affanno per la carenza del personale sanitario (medici, infermieri e
    operatori socio – sanitari), alla riduzione del rischio di contrarre infezioni nosocomiali,
    dovute anche all’attuale momento di pandemia da coronavirus e la conseguente riduzione
    dello stress da parte di pazienti e famigliari, oltre a garantire un servizio ambulatoriale
    dedicato e il day hospital di “gastroenterologia”.

    Si ritiene necessaria una migliore organizzazione e potenziamento del reparto di
    Medicina Generale, nonchè l’attivazione della Medicina del Lavoro, data la presenza in
    quella zona di una costistente rappresentanza di attività industriali e artigianali anche
    di dimensioni rilevanti.

    La condizione di stallo in cui viene tenuto l’Ospedale Landolfi è una lenta lunga agonia: non
    ci si può nascondere dietro la scusa che la pandemia ha bloccato tutto: inesorabili le altre
    patologie avanzano e mietono vittime…Gli operatori tutti del Landolfi sono stanchi di
    assistere al continuo depauperamento delle attività dell’ospedale nonché al progressivo,
    forzoso e silenzioso trasferimento degli operatori stessi presso la sede centrale di
    Avellino.

    Nel gennaio del 2018, il Presidente De Luca dichiarava :“l’ospedale di Solofra era
    destinato alla chiusura. Abbiamo fatto un miracolo. Stiamo lavorando all’ipotesi
    organizzativa che abbiamo già sperimentato a Benevento”.
    La UIL FPL di Avellino è fortemente preoccupata di quanto sta avvenendo
    nell’Azienda Ospedaliera Moscati, per cui SI CHIEDE alla Direzione Strategica di
    valutare, anche nelle more della redazione del nuovo Atto Aziendale e successivi
    adempimenti, la realizzazione di quanto proposto.

    Si chiede ai Sindaci del territorio e, in particolare, al Sindaco del Comune di
    Avellino, nella sua qualità di Presidente dell’Assemblea dei Sindaci, di attivarsi affinchè
    si possa realizzare , in tempi brevissimi, un servizio sanitario efficace, efficiente e sicuro
    presso il Landolfi di Solofra per la popolazione tutta di Avellino passando per l’Alta
    Irpinia e la Valle dell’Irno.

    Chiediamo, infine, al Governatore della Campania di risparmiarci la brutta
    esperienza che hanno dovuto subire i Beneventani.
    Continueremo a tenere alta la guardia affinchè il Landolfi venga POTENZIATO e
    non chiuso.

    Il Segretario Generale
    F.to Gaetano Venezia

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