«Ultima fermata», l’Irpinia set cinematografico

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L’opera prima di Assanti omaggia la linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio. Nel cast di «Ultima fermata» figura anche Claudia Cardinale

«Lungo i binari di una linea ferroviaria dismessa, si snoda il viaggio di un uomo alla scoperta di sé, delle proprie origini e dell’amore». Recita così la tagline del film «Ultima fermata», opera prima di Giambattista Assanti, regista originario di Mirabella Eclano (AV) e fondatore del festival «Scrivere il cinema».

La pellicola, che ha ottenuto un riconoscimento prestigioso con la vittoria al «Terra di Siena Film Festival», è un atto di protesta contro la chiusura della linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, inaugurata il 27 ottobre 1895 e sospesa il 12 dicembre 2010. La linea, da allora, si trova in uno stato di abbandono e da tempo si parla di una soppressione totale; Assanti ha voluto così omaggiare una tratta che, nel corso degli anni, ha visto migrare le persone del luogo, in partenza verso destinazioni più rosee, alla ricerca di una fortuna irraggiungibile nella propria terra, simbolo di arrivi e abbandoni, di addii e ritorni.

"Ultima fermata", l'Irpinia set cinematografico
Nicola Di Pinto in «Ultima fermata»

Ed è proprio un ritorno ad animare il film, dopo le sequenze iniziali in bianco e nero con immagini di archivio, accompagnate dalla voce narrante del caratterista Nicola Di Pinto (attore teatrale napoletano, prediletto dal regista premio Oscar Giuseppe Tornatore), che interpreta Domenico Capossela, un capotreno in pensione che, in sella alla sua bicicletta, si reca spesso proprio nella stazione ferroviaria dove lavorava, aggiornando i suoi ricordi per annotarli su di un diario.

Scrutando i binari, ormai ricoperti di sterpaglie, incontrerà la morte affrontando l’ultimo viaggio, portandosi nel bagaglio la speranza di vedere riunita la propria famiglia, che ha raggiunto un grado di separazione dopo i contrasti tra i suoi due figli per la mancata accettazione di una donna misteriosa (le presta il volto Claudia Cardinale, definita l’attrice italiana più importante degli Anni 60), nello specifico una sarta di nome Rosa, che è stata una presenza fondamentale per il loro genitore, divenendone la compagna dopo che questi era rimasto vedovo.

Il ritorno in questione è quello del figlio emigrato al Nord, Rocco Capossela (interpretato da Luca Lionello), stabilitosi a Torino, dove svolge il lavoro di carabiniere, che arriva dopo il funerale del padre, accrescendo per questo ritardo l’astio con il fratello Francesco (Sergio Assisi), con il quale non ha contatti da diverso tempo.Ultima fermata

L’arrivo di Rocco genera aspettative nel paese, perché gli abitanti del borgo di Rocchetta Sant’Antonio (FG) lo credono ingegnere e, fiduciosi, vedono in lui l’ultima occasione per risollevare le sorti della tratta prima dell’inesorabile declino. In questo contesto utopico, Rocco ritroverà l’amore giovanile Nina (Francesca Tasini), condividendo con lei momenti perduti; insieme rispolverano un’auto d’epoca (la stessa macchina, durante un posto di blocco, rivelerà la reale identità di Rocco), passeggiando lungo il territorio irpino confinante con quello pugliese, disseminato di pale eoliche, dove i protagonisti si fermano per ascoltare il vento, abbandonandosi alla passione tra i vigneti, seguendo la direzione di un sentimento insperato.

Luca Lionello e Salvatore Misticone in una scena del film

«Ultima fermata» è un film semplice, sobrio, dove l’unica vera protagonista è la linea ferroviaria, che fa da cornice alle vicende di una famiglia smarrita, quasi relegando in secondo piano le vicissitudini dei suoi membri. La pellicola ha un forte impatto visivo (suggestive le inquadrature della mastodontica abbazia del Goleto), ma non presenta particolari colpi di scena, assumendo a tratti un taglio quasi documentaristico (come nella sequenza girata nella sede della CGIL di Cerignola), avallando questo aspetto ancor di più nelle emblematiche immagini di repertorio, che si alternano alle storie dei personaggi. Nonostante ciò, «Ultima fermata» è una rappresentazione della gente del Sud e, qualche volta, strappa una risata amara; una trama poetica, le interpretazioni credibili degli attori, una giusta causa e le musiche coinvolgenti sono le sfumature di quest’opera, sullo sfondo colorato dei paesaggi irpini, imprimendo robustezza a questo film di stampo provinciale.

Assanti può contare su un cast corale: Luca Lionello, con il suo personaggio malinconico e taciturno, è perfetto nel ruolo del figlio nostalgico che ricorda la sua infanzia e rimpiange il rapporto mancato con il padre (soprattutto per non essersi abbastanza compresi a vicenda); mentre l’attrice emiliana Francesca Tasini si è rivelata una piacevole sorpresa. Oltre alla partecipazione amichevole di Sergio Assisi e a quella straordinaria di Claudia Cardinale, che è la vera ciliegina sulla torta (entrambi gli attori recitano in una sola scena, tra l’altro insieme, caratterizzata da dialoghi intrisi di tristezza), sono da segnalare anche le fugaci apparizioni di Nicola Di Pinto (la sua voce flautata è comunque un elemento costante sulla scena) e Salvatore Misticone (il signor Scapece dal linguaggio indecifrabile in «Benvenuti al Sud»), contrapposti a una galleria di personaggi di contorno, ma non per questo meno efficaci, interpretati soprattutto da attori locali.

Claudia Cardinale in «Ultima fermata»

L’Irpinia, poi, è un set meraviglioso: oltre al complesso religioso fondato da San Guglielmo da Vercelli nel XII secolo, si notano in diverse fasi del film i borghi di Lacedonia (nelle tante scene girate in automobile, sono visibili l’autostrada e il cartello d’ingresso in Puglia, oltre che la serie di curve per arrivare nel paese), Morra De Sanctis, Calitri e Cairano; proprio nella scena girata in quest’ultimo comune dell’Alta Irpinia, Assanti recita in un cameo, interpretando un mesto cinematografaro durante una proiezione pubblica in piazza.

Assanti, dunque, fa il suo esordio con questo lungometraggio indipendente, che descrive sapientemente il ritmo compassato della provincia, in un microcosmo in cui i personaggi vivono senza riuscire a trovare empatia tra loro, dedicandolo a sua madre Maria.Ultima fermata

FRASI DAL FILM

  • “Mi hanno detto che il vento racconta molte cose. Mi piace il vento”
  • “Capivo dai loro sguardi se tornavano o se avevano in tasca un biglietto di sola andata”
  • “Ci amavamo come due persone tradite dalla vita, nel buio di una sala cinematografica o nell’ultimo treno della domenica”
  • “Ero io che vedevo un muro, ma non riuscivo a guardare lontano”
  • “Perché mio padre mi ha appiccicato addosso una vita che non è la mia?”

GIUDIZIO: ***