Ultimo saluto a S. E. Mons. Giuseppe Nazzaro, vescovo emerito di Aleppo

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mons giuseppe nazzaro
mons giuseppe nazzaro

Il vescovo Giuseppe Nazzaro, già vicario apostolico latino di Aleppo, in Siria, e, prima ancora, Custode di Terra Santa, è venuto a mancare ieri mattina nell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino

Monsignor Giuseppe Nazzaro era nato il 22 dicembre 1937 a San Potito Ultra (Avellino) ed era entrato nel seminario minore della Custodia di Terra Santa, a Roma, nel 1950.

Vestì il saio francescano nel 1956 ed emise la professione solenne nel ‘60. Ad Aleppo giunse per la prima volta nel 1966, un anno dopo l’ordinazione sacerdotale. Vari incarichi in seno alla Custodia lo condussero però ben presto a Roma (1968), ad Alessandria d’Egitto (1971) e al Cairo (1977).

Nel corso del Capitolo custodiale del 1986 venne nominato segretario della Custodia. È del 1992 la sua nomina a Custode di Terra Santa. Al termine del mandato, nel 1998, fu trasferito in Italia. Ma nel 2001 venne nuovamente inviato in Siria. Un anno dopo venne scelto come vicario apostolico d’Aleppo da san Giovanni Paolo II e ordinato vescovo il 6 gennaio 2003 dal Papa stesso in nella basilica di San Pietro.

Monsignor Nazzaro lasciò l’incarico nel 2013, al compimento dei 75 anni, quando ormai la Siria era già da due anni stravolta da disordini e moti di piazza contro il governo centrale, ben presto trasformatisi in un vero e proprio conflitto. Giuseppe Nazzaro ha speso le ultime energie della sua vita viaggiando, pronunciando discorsi e rilasciando interviste per sensibilizzare l’opinione pubblica, i media e i politici sulla tragedia del popolo siriano.

Ultimo saluto a S. E. Mons. Giuseppe Nazzaro, vescovo emerito di Aleppo
Ultimo saluto a S. E. Mons. Giuseppe Nazzaro, vescovo emerito di Aleppo

Non si stancava di scuotere i cristiani d’Occidente, spiegando quanto non fosse poi così lontana la Siria, sia in termini di distanze, sia in termini di prospettive future. Una persona che ha toccato con mano, nel corso della sua esistenza, le difficoltà di una terra afflitta da conflitti, è sceso sempre in campo per aiutare i più deboli che hanno pagato le conseguenze di una guerra ancora attuale.

Monsignor Nazzaro dipingeva una situazione durissima. Queste le sue parole a Livorno lo scorso aprile:

«Esistono le malattie, ma non esistono le medicine, per cui la gente muore perché non si può curare. La popolazione muore di fame. Non si riesce a cucinare ed è fortunato chi ha degli alberi vicino alla propria casa perché può tagliarli e fare un fuoco. L’acqua non arriva più nelle case, ma è presente solo nelle cisterne, ma per arrivare alle cisterne bisogna percorrere molta strada e soprattutto esporsi ai cecchini che presidiano le strade e si rischia di morire, ogni giorno, per un secchio d’acqua. Fratelli, io credo che sia arrivato il momento di scuotersi, di cacciare via questa gente che ci vuole continuamente far combattere delle guerre. Anche quando ci dicono che si preparano contingenti di pace…non è vero! Sono pur sempre soldati armati che vanno a combattere. Purtroppo dietro a motivazioni religiose si nasconde il puro interesse economico». 

Dalle ore 19.00 di ieri la bara contenente il feretro è stata esposta nella chiesa del paese.

Alle esequie, celebrate dal Vescovo di Avellino Francesco Marino nella chiesa di San Potito, grande affluenza; parenti, amici, conoscenti e sconosciuti hanno voluto rendere omaggio ad un uomo che ha fatto la differenza, nei fatti!

Fonte immagini: Google