lunedì - 12 Aprile 2021

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    Umberto Freda: disegno fra idea e riproduzione

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    Umberto Freda, giovane talento irpino, propone ai lettori di Avellino.zon il suo laboratorio e la sua arte

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    Sono passati un po’ di anni da quando Umberto Freda, laureato in biologia, si dedica a varie tecniche di disegno artistico, proponendo  opere originali o riproduzioni di classici in mostre e manifestazioni locali di discreto rilievo, come il Fiano Music festival 2015, attirando ormai numerosi acquirenti e committenti.

    Il racconto di questo artista parte però dal momento del mio risveglio: la pirografata riproduzione della Metamorfosi 1 di Escher, ed a sinistra una piccola sequenza in olio su tela, a tema Le stagioni della vita, occupano le pareti della mia camera. Entrambe incarnano le due tendenze dell’arte di Umberto, la riproduzione e reinterpretazione, da un lato, e la creazione originale dall’altro.

    umberto freda
    Umberto Freda

    Messomi in auto lo raggiungo nel suo studio ad Aiello, pieno di attrezzi e quadri, un poco sporco di pittura. Umberto, disinvolto e fiero, mi mostra  i suoi nuovi  lavori, così iniziamo la nostra chiacchierata.

    È evidente ad una prima occhiata al tuo studio che sei un artista eclettico, qual è la tecnica che prediligi?

    Se parliamo di predilezione, la tecnica che maggiormente mi affascina è la pirografia, ossia un’incisione a fuoco nel legno, perché mi mette in contatto diretto col materiale nudo e grezzo. D’altra parte sto approfondendo il disegno con matita a carboncino.

    Quando ci siamo conosciuti eri appassionato di biologia, trovi che questa tua passione per il disegno possa conciliarsi con l’interesse scientifico?

    Ho maturato entrambe le passioni, per me assolutamente complementari, al liceo. Penso che l’anello di congiunzione siano state le tavole di Albinus e Vesalio; da qui è nato il mio interesse per il disegno anatomico, l’attenzione per l’aspetto artistico della scienza.

    Quali opere presenteresti ai nostri lettori, quei lavori che racchiudano il tuo concetto dell’arte?

    Senza dubbio sono due, le riproduzioni della Venere di Velasquez. La prima, eseguita con il pirografo, mi è servita ad affinare questa tecnica, la seconda in carboncino è  una vera e propria “riscrittura” dell’opera: rispetto all’originale lo sguardo della Venere è indirizzato verso Cupido, mentre il riflesso nello specchio è assente, accentuando il rapporto intimo della dea con Cupido, che nella cultura greca era assimilato ad una sorta di demone. Il senso dell’opera è dunque “conosci i tuoi demoni”.

    Il prossimo obiettivo di Umberto Freda è organizzare una mostra sulla reinterpretazione dei classici, lo saluto calorosamente e gli auguro il successo meritato.

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