Unione Studentesca e CGIL: lettera aperta alla ministra Giannini



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Giannini

Lettera aperta alla ministra dell’Istruzione Giannini da parte dell’Unione Studentesca e della CGIL di Avellino che anticipa la visita del ministro al Convitto Colletta

Venerdì 14 ottobre il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini verrà in visita ad Avellino, presso il Convitto Nazionale “Pietro Colletta”, in occasione della presentazione del volume Ricordi di una Professoressa. A partire dalle 16.30 il ministro Giannini prenderà parte al convegno e nello stesso tempo l’Unione Studentesca e la CGIL di Avellino organizzeranno un sit-in di protesta davanti alla scuola, per manifestare contro la riforma 107, la cosiddetta “Buona Scuola”.

convitto
Convitto Nazionale “Pietro Colletta”

Questo il testo completo della lettera indirizzata alla ministra.

Signora Ministra,
dopo mesi di forti mobilitazioni e uno dei più grandi scioperi del mondo della scuola che la storia
del nostro Paese ricordi, Lei e il suo Governo avete deciso di approvare comunque la legge 107,
riforma impopolare che sta devastando l’istruzione in Italia. Il vostro ascolto è sempre stato solo di
facciata, disinteressandovi di ciò che studenti e docenti hanno rivendicato nei dibattiti, nelle piazze
e nelle scuole. Oggi siamo qui per parlare delle ulteriori disparità che la vostra riforma ha portato,
unitamente a una politica di welfare inesistente, sperando che questa volta, soprattutto sulle deleghe
in bianco date al Governo, ci sia vero ascolto e non altre passerelle.
Approfittiamo, quindi, della sua venuta ad Avellino per ricordarLe una serie di questioni relative
proprio all’idea di “Scuola Aperta” e Pubblica che noi abbiamo e che riteniamo differisca dalla sua,
a giudicare dalla legge definita “la buona scuola”.
1. Edilizia scolastica. Sicuramente sarà a conoscenza delle pessime condizioni nelle quali
versano gli edifici scolastici nel nostro Paese. Ma è sicuramente anche a conoscenza che, in
questa provincia, quasi tutte le scuole sono prive di certificazioni antisismiche al punto che
la Procura della Repubblica è stata costretta ad intervenire.
Per noi una scuola prima di essere aperta, deve essere sicura per salvaguardare il Futuro, le
future generazioni.
2. Trasporti pubblici. Una scuola realmente “aperta” è quella in grado di essere raggiunta dai
suoi studenti e dai suoi lavoratori, se poi è raggiungibile facilità sarebbe l’ideale. Il diritto
all’istruzione cammina di pari passo con il diritto alla mobilità. Troviamo poco efficace e
incompleta, se non bizzarra, la scelta della Regione Campania che offre abbonamenti
gratuiti agli studenti fino ai 26 anni con ISEE familiare non superiore a € 35,000 ma,
contestualemente, taglia nei fatti i Km che comportano la riduzione del numero delle corse
giornaliere, determinando, così, la riduzione del servizio quasi fino a non garantirlo.
3. Istruzione per adulti. Una scuola realmente “aperta” è quella che garantisce come priorità
assoluta il diritto allo studio. E’ contro i principi costituzionali basiciche molti studenti
lavoratori non possano completare la loro formazione professionale in quanto è stato
misteriosamente soppresso il terzo e conclusivo anno in tutte le scuole della provincia con
corsi serali di “Istruzione per Adulti”. Non le sembra il caso di chiedere lumi all’Ufficio
Scolastico Provinciale ed intervenire d’autorità come MIUR?
4. Avvio dell’anno scolastico. Tra gli effetti della cosiddetta “buona scuola”, numerosi
studenti denunciano che ad oltre un mese dall’avvio delle attività didattiche, ci sono ancora
diverse cattedre scoperte e ciò si traduce con orari delle lezioni provvisori che cambiano
ogni giorno e discipline di cui ancora non si conoscono i docenti. Si palesa un diffuso
disagio nello svolgimento regolare della didattica e dei programmi. Le sembra questa la
“buona” scuola?
5. Dispersione scolastica. Nel nostro Paese è ancora forte il fenomeno della dispersione
scolastica, soprattutto nel Sud Italia. Che senso ha affidare alla sponsorizzazione delle
aziende la possibile apertura pomeridiana delle scuole per provare a intercettare i giovani,
quando con le scarse imprese presenti sul territorio non si riesce neanche a portare avanti
l’alternanza scuola-lavoro? La scuola dovrebbe essere realmente a contatto con il territorio,
ma cosa succede quando tantissimi giovani si trovano costretti ad abbandonarla per assenza
di finanziamenti alla legge regionale sul diritto allo studio? La “buona scuola” ha un piano
B?
Per questi ed altri motivi, venerdì 14 ottobre, saremo presenti in sit-in presso il luogo del convegno
a partire dalle ore 16,30. Vogliamo che i cittadini irpini sappiano qual è il nostro concetto di scuola
aperta e di buona scuola.
Cordialmente
Unione Degli Studenti Avellino
CdLT-CGIL Avellino
FLC-CGIL Avellino.

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