Verteglia Mater: buona la prima, ma l’evento ha bisogno di identità

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La prima edizione di Verteglia Mater si chiude con un bilancio positivo, ma c’è bisogno di un rilancio del territorio in maniera chiara

A pochi giorni dalla chiusura del Verteglia Mater rimangono le impressioni positive degli irpini e, in particolare, dei montellesi (che sembrerebbero la fetta  più grossa  del pubblico di quest’anno), queste ultime a tratti entusiastiche anche in ragione di un cartellone estivo  pressoché inesistente.

Da amanti di concerti, sicuramente si può dire che avere a disposizione tanta bella musica, gratis, anche in una location suggestiva – seppur, per alcuni aspetti, limitante – è stato qualcosa di eccezionale. Chi si sarebbe mai aspettato di vedere Lo Stato Sociale o Francesco De Gregori a due passi da casa?

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Ph Carlo Fierro

Tuttavia, se si vuole dare all’evento una lettura che potremmo definire socialmente e politicamente orientata, nel senso più puro dei termini, viene da chiedersi cosa sia stato effettivamente Verteglia Mater? Sin dalla prima lettura dei giornali che presentavano l’evento l’impressione è stata che non avesse un carattere ben preciso, una sua identità, come accaduto ad esempio per lo Sponz Fest.

Si è parlato di “evento degli eventi“, di “evento pilota del territorio Irpino“, di “festival musicale“, di “festa della montagna“. Oggi possiamo dire che sono stati, sostanzialmente, cinque giorni di musica, indubbiamente di bella musica, ma di “ambientalistico” o addirittura di “ecologista” c’è stato ben poco.

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Ph Carlo Fierro

È pur vero che, come dice chi ama particolarmente la natura e si dedica ad essa, è difficile fare turismo e ancora di più economia con la natura. La natura va sostanzialmente lasciata a se stessa ed un qualsiasi intervento finisce per alterarla. Tutti ci siamo chiesti quanto questo evento andasse a rompere un equilibrio naturale e, seppur in piccola misura, sarà sicuramente stato così.

Portare dei concerti su una montagna può avere un senso e questo, del resto, non è sicuramente il primo evento musicale che si svolge in una location montana. L’esempio eccellente potrebbe essere quello di Risorgi Marche organizzato su una nobile idea di solidarietà e musica di Neri Marcorè. Ma non basta.

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Ph Carlo Fierro

Abbiamo sentito i soliti paroloni del “rilancio del territorio” , dell'”importanza del progetto-pilota“, della “necessità di riscoprire le eccellenze agroalimentari“. Del resto l’organizzatore dell’evento è un GAL, come tale legato a certe logiche politiche, pur essendo uno strumento di innegabile forza progettuale.

Viene, però, da chiedersi cosa avrebbe potuto scoprire sull’Irpinia un potenziale turista giunto in occasione del Verteglia Mater? L’atmosfera è stata quella della grande sagra paesana, indubbiamente con alcune eccellenze alimentari, ma ne abbiamo già una a Montella e non ha ancora creato un vero indotto turistico, nonostante gli anni trascorsi.

Manca un’idea forte alla base, che renderebbe l’organizzazione tutto sommato già abbastanza buona del Verteglia Mater un modello di riferimento. Sicuramente l’identità non era così definita nemmeno per lo Sponz al primo anno (ma c’era, eccome!), però ci sono esperimenti nuovi come l’Altura Festival di Arminio o il People Involvement a Frigento che hanno una forte spinta ragionata dietro, che li rende eventi ricercati e da ripetere.

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Ph Carlo Fierro

La prima edizione di un evento sicuramente non è mai significativa della reale riuscita. Gli inconvenienti sono tanti e non mancano gli ostacoli, soprattutto se magari si lavora con un’amministrazione non propriamente collaborativa.

Se l’intento, però, è veramente quello di rilanciare un territorio, nel rispetto della natura, non ci si può limitare al convegno con i soliti noti, che proprio il territorio lo vivono poco e lo conoscono poco e che non lo hanno mai voluto realmente valorizzare in passato.

Tante buone intuizioni, tanta buona volontà, una location unica (magari da sfruttare di pomeriggio, più caldo e accogliente!), un discreto finanziamento economico, sono i punti di forza dai quale partire per la seconda edizione.

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