Video/ Cosa ne pensano gli avellinesi del referendum?



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Dopo il comizio di Renzi al Gesualdo, abbiamo fatto un giro per le strade di Avellino per ascoltare la voce del popolo sul referendum costituzionale

Dopo che, nella serata di ieri, il Premier Matteo Renzi ha intrattenuto la platea del Gesualdo da vero showman da referendum, abbiamo ascoltato la voce del popolo irpino, perché nella sua matita, nelle cabine elettorali di Avellino e provincia, come in tutta Italia, si deciderà la sorte del nostro Paese e della nostra Costituzione.

Molti dei cittadini che abbiamo intercettato a passeggio per corso V. Emanuele hanno preferito non rilasciare interviste, ma nelle parole che si sono lasciati sfuggire nella frenesia della camminata, abbiamo ascoltato il disprezzo per l’operato del Governo, con frasi del tipo “Non fatemelo nemmeno sentire quello lì” (Renzi, ndr) o una consapevole ignoranza sui punti chiave del referendum costituzionale di dicembre. referendum

Coloro i quali si sono apertamente schierati, ci hanno consentito di apprezzare quale sia la coscienza che li spingerà a votare in una direzione o nell’altra. Siamo ben consapevoli che il campione esiguo, che abbiamo ascoltato in una serata, sia statisticamente di scarso rilievo, però abbiamo ugualmente registrato una prevalenza del “No”.

La cosa su cui vorrei maggiormente porre l’attenzione è il fatto che i sostenitori del Sì abbiano giustificato, prevalentemente, la loro scelta con il “Perché io sto con Renzi“. I favorevoli al No sembrano essersi divisi tra chi ha parimenti semplificato il discorso “Perché Renzi se ne deve tornare a casa” e chi invece ha voluto sottolineare i difetti che vede nella Riforma Renzi-Boschi, in particolare nel superamento del bicameralismo perfetto e nelle modalità di elezione e composizione del Senato.

Il rischio evidente, però, è che questo importantissimo momento di democrazia, diventi un’elezione politica anticipata, tra Renzi e una fantomatica forza politica d’opposizione, in cui non si riconosce un leader né un ideale comune se non quello di togliere la poltrona al Premier di turno, sport particolarmente amato dagli italiani.

Che si scelga di votare Sì o che si preferisca il No, è essenziale farlo con la coscienza di chi ha attentamente preso visione dei quesiti referendari e li ha valutati nell’ottica dell’Italia odierna e della democrazia che vuole garantire al proprio Paese.

Se da un lato abbiamo sentito Renzi affermare che convincere i felici senatori ad abbandonare le loro poltrone sia un’occasione che non capiterà mai più, dall’altra Avellino ha ascoltato le parole di D’Alema e il suo urlare al plebiscito, per rendere consci gli avellinesi che la riforma sarebbe antidemocratica. A dicembre sarà il momento degli avellinesi e con loro di tutti gli italiani. Si voti semplicemente con coscienza.

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